Ex Provincia, il CSA provinciale chiede un tavolo tecnico. Subito le risorse per gli stipendi

“La Conferenza Regione Autonomie Locali tenutasi mercoledì 9 ottobre, ha evidenziato,  l’inadeguatezza degli strumenti finanziari messi sino ad oggi a disposizione dalla Regione per garantire quantomeno il regolare svolgimento delle funzioni attribuite ai Liberi Consorzi, nonché il regolare pagamento della retribuzione ai dipendenti dell’Ente e della partecipata”. Lo scrive il coordinamento provinciale del CSA, analizzando l’esito della ripartizione delle risorse finanziare per l’anno 2019 alle ex Province siciliane, che non ha tenuto conto della situazione di gravissimo disagio economico del Libero consorzio di Siracusa. Per Francesco Fransoni e Salvatore Pecora, “bisogna attivare un tavolo tecnico permanente, che possa affrontare e risolvere la problematica dell’Ente”. “Nel prendere atto che si è finalmente deciso di chiedere interventi straordinari al Governo Nazionale” – scrivono – “anche in considerazione dell’atipicità del dissesto dell’Ente il cui principale creditore è proprio lo Stato, si chiede che il Governo Regionale si attivi da subito per garantire, in questa prima fase, le risorse necessarie per il pagamento degli stipendi” . Alla deputazione nazionale e regionale siracusana si chiede un impegno forte e concreto “affinché lo stato di totale abbandono che si è evidenziato negli ultimi anni registri una decisa inversione di tendenza e si possa evitare che il malessere di un’intera collettività sfoci in turbative dell’ordine pubblico”.  Il CSA invita, infine, il commissario straordinario dell’ex Provincia, Carmela Floreno, a chiamare in causa il prefetto di Siracusa ed a convocare, con urgenza, un incontro con tutti i deputati della provincia di Siracusa. L’ennesima mortificazione, con il trasferimento di una somma irrisoria e assolutamente insufficiente per le esigenze dell’Ente, ha accresciuto ulteriormente l’indignazione e il malcontento dei dipendenti, i quali stanno valutando anche l’ipotesi di costituirsi in comitato autonomo per tutelare i propri diritti in prima persona. “La spesa per un mese di stipendio del personale” – ci spiegano alcuni lavoratori – “si aggira intorno ad 1,3 milioni di euro e la cifra stanziata, a meno che non intervenga qualcuno dall’alto che moltiplichi il denaro, così come fece per i pesci, è la conferma che la provincia di Siracusa è rappresentata in maniera inadeguata sia alla Regione Siciliana che al Parlamento nazionale”.

(foto: archivio siracusa2000. Riquadri, dall’alto F. Fransoni e S. Pecora del CSA provinciale)