
Oggi e domani, Siracusa ricorda quel sabato e quella domenica di 25 anni fa, quando il Santo Padre Giovanni Paolo II venne in visita pastorale in città. Due giorni che hanno scritto la storia della chiesa siracusana e di tutti i fedeli che hanno, ancora viva nel cuore quell’Angelus recitato, sotto la pioggia, dalle rocce della Balza Acradina. E su quelle rocce, il sindaco Francesco Italia , accompagnato dall’assessore al verde pubblico, Andrea Buccheri, ha deposto due vasi di fiori. Un atto formalmente richiesto dal consigliere comunale Michele Buonomo, per commemorare il 25.mo anniversario di quell’evento. “Da quel luogo” commenta Buonomo – “in una giornata di pioggia che quasi simboleggiava le lacrime di Maria , Woytila parlò a migliaia siracusani”. Quelle rocce, in verità, meriterebbero qualcosa di più di una croce in ferro e una lapide, oltretutto, erette dai fedeli che, ormai da 25 anni, vi si recano, quotidianamente, per stringersi in preghiera. Quel luogo sacro meriterebbe, per esempio, una statua di Giovanni Paolo II, come abbiamo più volte proposto da queste pagine, proprio per sottolinearne l’importanza storica e spirituale, e farlo diventare, perché no, meta di un turismo religioso. La zona è sottoposta a vincolo archeologico, ma lavorando in sinergia tra Comune e Soprintendenza, riteniamo che qualche risultato positivo lo si potrebbe raggiungere.
(foto: la croce e la lapide commemorativa alla Balza Acradina. Riquadro, le piante deposte dall’Amministrazione comunale)
