
La nomina del nuovo soprintendente di Siracusa non può rispondere a mere logiche di partito. Il governatore della Sicilia Nello Musumeci e l’assessore regionale ai Beni culturali Alberto Samonà non diano seguito alle pressioni di uno dei partiti della maggioranza che vorrebbe un proprio esponente non archeologo alla guida della Soprintendenza che fu di Paolo Orsi e Luigi Bernabò Brea.

Il patrimonio archeologico, paesaggistico e naturale siracusano ha una tale importanza e vastità che non può essere messo nelle mani di un inesperto. Niente compromessi, quindi. Niente mezze misure. Solo meritocrazia.
Alla Soprintendenza di Siracusa ci vuole un archeologo o un’archeologa di comprovata esperienza, da scegliere esclusivamente tra coloro che hanno partecipato al bando di selezione.
È questo l’unico criterio per nominare colui al quale verrà consegnato il futuro delle nostre meraviglie, tesori irriproducibili che solo con la conoscenza e la competenza potranno essere difesi efficacemente dalle continue speculazioni a cui sono frequentemente sottoposti.
Siracusa possiede monumenti che raccontano quasi tre mila anni di storia e oltre dieci mila anni di preistoria. Se Musumeci e Samonà dovessero cedere al partito, si ricordino che la società civile siracusana, molto attiva e critica, non consentirà gestioni che mettano a rischio la ricchezza da cui dipende il futuro della provincia. (Fabio Morreale-presidente Natura Sicula)
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