
La replica del “film” visto la scorsa estate, purtroppo, sembra inevitabile, soprattutto per i siciliani che, nell’arco di un paio di giorni, stanno vedendo risalire in maniera preoccupante la curva dei contagi.
La cosa inquietante è che a beccare il virus è gente vaccinata che, probabilmente, contrae l’infezione in forma lieve o asintomatica, ma che diventa, comunque, veicolo di trasmissione costituendo, quindi, un pericolo per gli altri.
La chiave di lettura, forse, sta in quel “rischio ragionato” del quale si è parlato nei mesi scorsi, quando i partiti politici, cavalcando l’onda del malcontento generale e per non perdere il consenso popolare, pressavano il governo chiedendo le riaperture in sicurezza.

Un ritorno alla normalità ( non un “liberi tutti” come, di fatto, però è stato interpretato! ) ma, al tempo stesso, un invito alla massima prudenza; un po’ come fanno le mamme quando dicono al bambino “gioca al pallone … però, mi raccomando, non sudare!”.
E così ci hanno fatto fare la crociera, ci hanno fatto viaggiare in tutta Europa per assistere alle partire degli Europei, ci hanno fatto fare la settimana al villaggio turistico, il tour all’estero, e via di seguito, raccomandandoci di fare attenzione.
E’ chiaro che, dalla teoria alla pratica, qualcosa, poi, non funziona e, adesso, ci ritroviamo con tanti nostri connazionali bloccati all’estero perché, durante la vacanza (legittima, ovviamente!), hanno avuto, inavvertitamente, qualche contatto a rischio e si sono infettati.
Uno di questi casi ci tocca molto da vicino, perché riguarda una comitiva di una quindicina di studentesse di Rosolini che sono rientrate dalla Spagna e, appena sbarcate in Italia, sono risultate positive al covid. Adesso saranno gli esami di laboratorio a dire di quale variante si tratti ma, in ogni caso, è scattata la quarantena ed è ricominciata la paura.
Intanto, il bollettino di oggi sull’andamento della pandemia, pone la Sicilia al secondo posto in Italia per numero di nuovi contatti nelle ultime 24 ore. Peggio di noi c’è solo la Lombardia.
La nuova ondata della pandemia, insomma, sembra inevitabile, tanto che si ricomincia a parlare di rischio “zona gialla” per un paio di regioni italiane, tra queste la Sicilia.
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