Campioni d’Europa. Assembramenti … da Trieste in giù! Non è che la Tv è cattiva maestra?

E’ stata una notte di festeggiamenti anche a Siracusa per l‘impresa eroica della Nazionale di calcio che, dopo  mezzo secolo, ha riportato in Italia il titolo di “Campione d’Europa”.   A centinaia si sono riversati per le strade del centro, nella fattispecie  corso Gelone, da sempre luogo di festeggiamenti calcistici, con bandiere, striscioni e quant’altro, per inneggiare ai “campioni azzurri” ai quali, adesso, sarà, certamente, conferita l’onorificenza  di  “Cavalieri della Repubblica”.  

Scene comuni  ad ogni città del Belpaese dove, “tutti con la mascherina e mantenendo il distanziamento fisico”, come dimostrano le migliaia di immagini e video che girano sui social, hanno dato vita a caroselli, sfilate tricolori, spettacoli pirotecnici al centro delle strade e sugli spartitraffico, anche questi nel “massimo rispetto della sicurezza”.

Immagini “rassicuranti ed educative” quelle trasmesse dalla Rai in queste settimane di Campionato Europeo, con partite disputate in stadi semivuoti e  poche decine di spettatori presenti sulle tribune, tutti rigorosamente con la mascherina protettiva.

Allora viene spontaneo chiedersi il perché lo Stato stia spendendo fior di quattrini per campagne televisive di sensibilizzazione, reclutando attori, conduttori, showmen, showgirls e vip vari, per esortare gli italiani alla massima prudenza e al rispetto delle misure anti contagio se poi, accanto a quegli spot a tamburo battente, si mostrano immagini diametralmente opposte?  A quale dei due messaggi bisogna credere?

Ci sembra di rivedere quella situazione, che risale ad una quarantina di anni fa, di una tv locale della nostra zona che, a mezzogiorno, trasmetteva la Santa Messa e, subito dopo, mandava in onda un film vietano ai minori! Ma lì, almeno, non c’era in ballo la salute.

E cosa penseranno quanti, in queste settimane, sono finiti sui giornali e sui telegiornali, perché sanzionati (giustamente)  in quanto beccati senza la mascherina protettiva all’interno di un centro commerciale e, contemporaneamente, vedono in Tv situazioni oggettive di rischio ben più gravi che, però, la fanno franca? Il solito “due pesi e due misure” di cui l’Italia è maestra?

Qualcuno ha scritto che, forse, sarebbe stato più prudente se questi Europei si fossero giocati a porte chiuse, giusto per tagliare la testa al toro e scongiurare quello che, nelle prossime settimane, ci si augura non accada, e cioè una nuova impennata dei contagi.

La speranza è che, almeno ieri notte, il virus e le sue varianti siano andati in vacanza sulla Luna o su Marte, altrimenti  qualcuno dovrà assumersene la responsabilità senza, però, tirare in ballo l’imprudenza del cittadino che, in questa situazione, è doppiamente vittima: del virus e del potere mediatico che, in Italia più che altrove, va a braccetto col potere politico!

(foto: i festeggiamenti in corso Gelone)

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