
Vorrei spendere due parole che, anche se superflue, sono necessarie in difesa della verità. Parlo al nome del comitato #novillaggio, che negli scorsi mesi ha fortemente protestato sulla scelta dell’amministrazione Siracusana sull’edificazione del villaggio per lavoratori extracomunitari stagionali in contrada Palazzo, a Cassibile; proteste spinte dalla voce di centinaia di cittadini residenti che denunciavano le irregolarità dei lavori, gli evidenti conflitti di interesse tra persone e società coinvolte, l’ubicazione del villaggio in una zona già fortemente penalizzata in quanto priva di servizi (come strade e luci) e che offrivano soluzione alternative, più efficienti e a costa zero per la spesa pubblica (i dati sono tutti pubblici e consultabili).
Il tutto è stato sempre fatto a tutela dei lavoratori extracomunitari stagionali che a nostro avviso (e con prove evidenti) venivano sfruttati come mezzo di sporco business da persone e società che celano dietro maschere di filantropismo interessi puramente economici.

Nonostante questo, in quel periodo non sono mancate accuse pesanti come quelle di “razzismo” , cosa al quanto grave se rivolte a chi denuncia chi il razzismo lo fa davvero (ma dietro le quinte); ovviamente questo non ci ha fermati e consapevoli della cosa giusta abbiamo portato avanti le volontà dei cittadini e denunciato le ingiustizie sugli extracomunitari con le proteste.
Detto questo, essendo Cassibile una società storicamente aperta all’accoglienza (la popolazione extracomunitaria regolarmente residente da decenni a Cassibile ne è la prova), il comitato dei cittadini #novillaggio ha proposto la disponibilità per i profughi di guerra, in vista delle iniziative nazionali e regionali, di accoglienza nel villaggio per lavoratori extracomunitari stagionali nato lo scorso anno, che è ormai semi vuoto e in disuso (e dove nonostante questo i costi di gestione, a spese dei cittadini, restano elevati).
Un fatto per noi nobile, ma che anche oggi è oggetto di discussione e di attacchi.
È chiaro che scelte e proposte non possono essere da tutti condivise, la libertà di pensiero è la base del nostro operato, per cui la critica è sempre ben accetta; ma se questa si basa su prese di posizione ed etichette datoci da chi non ci conosce, da chi è “poco informato” o da chi semplicemente ha il piacere di andarci contro…lasciano il tempo che trovano.
Nell’era moderna informarsi è un dovere e rimanere ignoranti è una scelta…senza sapere non ci si può creare un opinione. Riflettete. (Paolo Romano)
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