
Nemmeno le corsie e le piste ciclabili, a quanto pare riescono a garantire la massima sicurezza ai ciclisti e se ne sono accorti quanti, approfittando delle temperature, quasi estive, di questi ultimi giorni, hanno tirato fuori dai garage le due ruote.
Il pericolo, questa volta, non sembra provenire dalle auto, né dalle buche che, almeno per le ciclabili, sono praticamente inesistenti, bensì da madre natura e un po’ dall’incuria dell’uomo.

In viale Tica, per esempio, gli automobilisti, educatamente, parcheggiano senza intralciare la striscia di strada, delimitata dalla segnaletica, riservata alle biciclette, ma la cosa serve a poco se, poi, si lascia che la corsia ciclabile venga occupata da qualcos’altro, nella fattispecie … l’erba.
Paradossalmente, va a finire che il ciclista, per evitare il cespuglio e per non finire per terra, va a sbattere contro le auto in sosta e, magari, si fa male al ginocchio o, possibilmente, non si accorge di avere spaccato il fanalino di qualche auto.
Tutto a causa della vegetazione scapestrata che cresce rigogliosa all’interno dell’aiuola degli alberi e si riversa nello spazio stradale circostante.
Ma con tutto quello che ci sono costate queste corsie ciclabili, e non solo in termini economici, non sarebbero opportuni dei sopralluoghi periodici, per verificarne le condizioni di praticabilità?
(foto: un tratto della corsia ciclabile di viale Tica)
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