Siracusa. la stele commemorativa della Lacrimazione del 1953 torna nel “primo santuario”

Nel giorno in cui comincia la commemorazione dei quattro giorni del “miracolo mariano” del 1953, la stele eretta in ricorda quell’evento storico, è tornata nella sua collocazione naturale, in piazza Euripide.

Com’ noto, nei mesi scorsi, quando ebbero inizio i lavori di riqualificazione, la stele era stata spostata in Santuario e, adesso, che piazza Euripide, primo santuario della Madonna delle Lacrime, ha assunto la nuova e più moderna immagine, quel monumento è tornato al suo posto.

“La lacrimazione della Madonna – ha detto, questa mattina l’arcivescovo Lomanto, durante la cerimonia di inaugurazione  – “è un evento che segna profondamente la storia e la vita di Siracusa. È un segno” – ha sottolineato – “che va conservato nel cuore e nella memoria per dare un senso sempre più profondo all’identità collettiva e alla connotazione ecclesiale dell’Arcidiocesi”.

Alla scopertura erano presenti anche il rettore della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime, don Aurelio Russo, ed il sindaco, Francesco Italia.

da sinistra don Aurelio Russo, l’arcivescovo Francesco Lomanto, il sindaco Francesco Italia

Nella nuova stele, rivolta verso il Santuario, oltre ad essere riprodotto il contenuto di quella originaria, che rimarrà custodita nel Tempio Mariano, viene anche rinnovato il ringraziamento alla Madonna e l’affidamento di Siracusa alla sua “protezione materna”. Sul marmo sono impresse le parole pronunciate da Papa Francesco, in piazza San Pietro, in occasione del suo incontro con i rappresentanti dell’attuale Amministrazione comunale.

Dal 19 settembre 1953 fino al 29 agosto 1968, anno in cui venne inaugurato il santuario nella sua attuale sede, piazza Euripide, a poche decine di metri dalla Casa del Pianto, fu meta di pellegrinaggio per i fedeli che, da ogni parte d’Italia e del mondo, giungevano a Siracusa in treno e anche a piedi, per pregare davanti al quadro di Maria che aveva versato lacrime umane.

(fotocopertina: il momento della scopertura della nuova stele)

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