Un pignoramento dei fondi stanziati alla stazione appaltante, che dovevano servire a pagare i lavori già eseguiti, ha causato lo stop del cantiere per la costruzione del tratto autostradale della Siracusa-Gela.
“E’ un corto circuito fra istituzioni” – commenta Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia – “frutto di una rigida applicazione di norme che non considera le gravi conseguenze di questi atti su decine di imprese coinvolte, quella responsabile dell’opera” – sottolinea – “e quelle dell’indotto e delle forniture”.

A pagarne lo scotto, a conti fatti, sono centinaia d lavoratori e famiglie, oltre all’intera popolazione del sud est siciliano, che si vede, ancora una volta, svanire le speranze di uscire dall’isolamento. Il presidente dell’associazione dei costruttori siciliani fa appello “a chi di competenza affinché adotti subito i necessari provvedimenti con estremo buon senso per fare chiarezza e per superare incredibili cavilli burocratici che bloccano la realizzazione di un’infrastruttura che ormai dovrebbe filare liscia come l’olio”.
Sulla vicenda interviene anche il deputato regionale del Pd, Tiziano Spada, che è anche segretario della Commissione Ambiente e Territorio e Mobilità dell’Ars.
“In questo modo” – scrive in una nota – “si rischia non solo di non vedere il completamento dell’opera, ma anche pesanti conseguenze sull’impresa Cosedil, aggiudicataria dell’appalto, che ha anticipato le somme”.
Anche da parte dell’on. Spada l’appello al governo della Regione, affinchè intervenga per garantire il completamento dell’infrastruttura, attesa dal 1973.
Il parlamentare del Pd, due settimane addietro, aveva ottenuto l’audizione in Commissione Ambiente e Territorio e Mobilità, del presidente del CAS. “Lo stesso ci ha rassicurati sul trasferimento dei fondi dal Ministero, ma ad oggi” – chiosa – “non ci sono novità”.
(foto: il cantiere in un’immagine dalla pagina FB,aggiornamenti quotidiani sulla stato dei lavori della Siracusa-Gela)
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