Sono tantissimi i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Laura Salafia, la studentessa universitaria di Sortino che, il 1 luglio 2010, venne colpita da un proiettile vagante, in piazza Dante.
Quel giorno Laura aveva sostenuto un esame e stava sostando con altri colleghi davanti al Monastero dei Benedettini, dove ha sede la facoltà di Lettere, quando alcuni balordi ingaggiarono una sparatoria e la sfortunata studentessa si trovò, purtroppo, nella traiettoria di un proiettile che la ferì al collo, provocandole una paralisi.

Da quel momento ebbe inizio il suo calvario: terapia intensiva, trasferimenti in centri specializzati, lunghe cure e riabilitazione, poi il ritorno a Catania.
Laura Salafia ha sempre affrontato con coraggio e dignità la sua condizione di tetraplegica, lottando contro le mille difficoltà della vita quotidiana, raccontando dalle pagine del quotidiano “La Sicilia” e, poi, in un libro, la sua assurda vicenda.
Nel corso di questi 13 anni, ha avuto un incontro privato con Papa Francesco, ha ricevuto la medaglia di “Cavaliere al Merito della Repubblica” da parte del presidente Mattarella e, recentemente, il 9 giugno, la Laurea Magistrale honoris causa in Filologia moderna, all’Università di Catania.
“Per tredici anni la sua sofferenza ha interrogato le nostre coscienze di cittadini su un atto di violenza che ha colpito una ragazza innocente, ingiustamente vittima di una cinica sorte”.
Lo dice, nel messaggio di cordoglio ai familiari, il sindaco di Catania, Enrico Trantino, che si è impegnato ad intitolare a Laura Salafia un luogo evocativo della città, “affinché il suo modello di donna di cultura, esemplare e coraggiosa, che ha mostrato insuperabile attaccamento alla vita, nella gioia e nel dolore, rimanga un esempio anche per le future generazioni”.
Laura Salafia, la cui vita cambiò radicalmente quell’1 luglio 2010, aveva 47 anni. Il responsabile del suo ferimento venne condannato a 16 anni e mezzo.
(foto: Laura Salafia riceve la Laurea Magistrale honoris causa all’Università di Catania)
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