
“Il malato versa ancora in condizioni di salute critiche e stazionarie, ma i medici che lo hanno in cura non ne hanno assolutamente decretato il decesso!” Fa ricorso alla metafora, Salvatore Pecora, rappresentante del CSA in seno alla RSU dell’ex Provincia, per definire l’attuale stato di salute dell’Ente. L’intervento di Pecora è finalizzato a rassicurare i dipendenti diretti e quelli di Siracusa Risorse, allarmati dalle voci circolate questa mattina, circa il secondo dissesto che l’Ente si accinge a dichiarare e ai paventati effetti drammatici, con 110 esuberi e la chiusura della partecipata. “Un secondo dissesto” – scrive l’esponente del CSA – “potrà certamente non essere indolore, ma queste notizie e, soprattutto questi numeri, fino a questo momento non trovano riscontro. Allo stato attuale” – prosegue – “l’unica certezza è l’interlocuzione, istituzionale e politica, in corso tra Palermo e Roma per reperire fondi straordinari”. L’esponente del CSA riferisce anche del tentativo di aprire un tavolo romano sul caso dell’ex Provincia di Siracusa, per la quale si potrebbe prospettare una corsia privilegiata, proprio in virtù della gravità della situazione di sofferenza economica. Il CSA torna ancora una volta sulla necessità dell’unità tra le sigle sindacali. “Le spaccature” – insiste – “servono solo ad indebolire il fronte della battaglia e non possono che fare male ai lavoratori ai quali, invece” – sottolinea – ““bisogna dare segnali di compattezza e condivisione delle strategie da seguire”. Nel dramma, comunque, una buona notizia arriva in queste ore perché, come annuncia lo stesso Salvatore Pecora, questo pomeriggio presso l’assessorato regionale al ramo è stato firmato il mandato relativo al trasferimento delle accise dalla Regione alle casse dell’ex Provincia.
(foto: Salvatore Pecora, RSU del CSA all’ex Provincia)
