“Ampicchiamu!”, ricordo di Armando Greco. Oggi è il nono anniversario della sua morte

Oggi avrebbe 77 anni e chissà quante ne avrebbe inventate, scritte e dette ancora ma, da nove anni il suo mondo è nella Casa del Padre, dove è tornato la notte tra il 25 ed il 26 giugno 2010. Ricordiamo con immutato affetto Armando Greco, giornalista, poeta, scrittore, fondatore de “L’Eco di Sicilia” di Radio Siracusa International e Superradio 91, nel giorno del nono anniversario della sua morte. Giornalista d’inchiesta, uomo senza peli sulla lingua e abituato a dire “pane al pane vino al vino”, Armando Greco, classe 1942, meriterebbe certamente un riconoscimento ufficiale da questa città che, talvolta, dimostra di avere poca memoria. Sono innumerevoli le iniziative che lo hanno visto protagonista dai microfoni e dalle telecamere di Tris – Tele Radio International Siracusa, tra le quali vogliamo ricordare il pranzo che ogni anno, a Natale e Pasqua, organizzava per gli anziani della Casa di Riposo di Grottasanta, grazie al sostegno economico dei suoi radioascoltatori. Un linguaggio semplice, genuino, spesso intercalato da termini dialettali, che arrivava, però, dritto al cuore della gente, di quelle migliaia di siracusani che lo seguivano nelle sue trasmissioni e che lui riusciva a radunare nel piazzale antistante la sede della radio, a Torre Zeta, in ogni sua manifestazione. Armando Greco ha dato voce e spazio agli ultimi, ha persino creato una sorta di centro ascolto, “Voce Amica” , finanziata esclusivamente con le offerte volontarie dei radioascoltatori, che offriva compagnia e assistenza agli ammalati, agli anziani e alle persone sole. “Ampicchiamu” era uno dei suoi tormentoni, con il quale riusciva a strappare un sorriso anche a chi in quel momento soffriva, al pari di quel “Radio Intennescio”, come parecchi ascoltatori dicevano, storpiando con assoluta ingenuità il nome di Radio International, una storpiatura divenuta proverbiale proprio per la grande simpatia che la gente semplice nutriva per il suo “Armanduzzo”. Fortemente devoto a Santa Lucia, Armando Greco, sempre animato dal suo spirito di servizio a favore dei più deboli, volle a tutti costi portare le immagini della festa di Santa Lucia nelle case della gente, per agevolare quanti non potevano recarsi a seguire le processioni.  Erano gli albori delle tv private e le dirette dall’esterno erano ancora mezza utopia, ma lui inventò un “monoscopio” con l’immagine di Santa Lucia, invitando tutti gli ascoltatori ad accendere la tv e sintonizzarsi sul canale 41 di Tris. “Accendete il televisore”- diceva  – “e fate entrare Santa Lucia nelle vostre case e nelle vostre famiglie”. Naturalmente la processione di Santa Lucia, poi, riusciva a trasmetterla ugualmente anche se in differita! Armando Greco è stato anche uomo di cultura, ideatore del Premio “Carlo Capodieci” ed autore de “Le polveri di Auschwitz” , una raccolta di poesie sullo sterminio degli ebrei, inserita nella Cinquina del Premio Viareggio.  A nove anni dalla morte, crediamo che un piccolo slargo, una rotatoria della città, una via, una piazzetta possa degnamente portare il nome di questo personaggio poliedrico, figlio di Aretusa. A tal proposito rilanciamo quella nostra antica proposta di intitolare ad Armando Greco il piazzale antistante Torre Zeta, in viale Zecchino, a pochi metri dalla casa dove ha vissuto e dal palazzo delle radio e della televisione che lo hanno visto protagonista per decenni.

(foto: due immagini di Armando Greco a Radio Sr International. Riquadro il monoscopio di Tris)