Riceviamo e pubblichiamo. Alcune considerazioni sul destino dell’area militare di via Elorina

La vicenda del “destino” dell’area dell’Aeronautica militare di via Elorina, da oltre un quindicennio ridottasi a ben poca cosa dal punto di vista strategico-militare, continua a costituire un tema dirompente e conteso. Due giorni fa, la notizia relativa agli orientamenti (dal loro punto di vista, legittimi) espressi dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica di non considerare, al momento, “oggetto di dismissione” l’area in questione. Domenica, l’intervento dell’on. Stefania Prestigiacomo, tornata a riconfermare l’esigenza di una “smilitarizzazione” del complesso dell’ex Idroscalo, in ragione delle prioritarie esigenze “urbanistiche” della città, motivate oramai dall’oggettivo riconoscimento dello scarso peso di funzionalità e finalità militari dell’area stessa. A distanza di undici anni, in cui il tema fu sollevato dal sottoscritto, aprendo un ampio confronto con l’opinione pubblica e le Istituzioni, senza che l’idea venisse recepita e istituzionalmente proseguita da chi di competenza, questa vicenda costituisce un emblematico paradigma per interpretare le ragioni del fallimento della politica e dell’azione istituzionale ( Sindaci, Consiglieri comunali, parlamentari, ecc.). Senza andare lontano nel tempo, già l’azione avviata appena quattro-cinque anni fa dall’ex Sindaco Garozzo di promuovere l’idea di “militarizzare” ulteriormente l’area con l’inserimento della Caserma dei Carabinieri, attraverso l’assegnazione di qualche edificio dismesso da tempo dentro l’Aeronautica, era apparso un segno di corto respiro, mentre sarebbe occorso avviare un serio confronto insieme a tutti i parlamentari nazionali, direttamente con il Ministro della Difesa. Peccato che l’on. Prestigiacomo e il sen. Alicata tre anni fa non abbiano espresso gli attuali orientamenti. Oggi, sarebbe questa l’iniziativa da intraprendere seriamente, direttamente con l’attuale Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

il prof. Roberto Fai

È venuto il momento di misurare sulla vicenda, a partire dal “futuro” dell’area in questione, la capacità della politica, delle Istituzioni e delle classi dirigenti di offrire uno sguardo lungo sugli interessi prioritari che la città dovrebbe far prevalere, per far affermare l’idea del “Bene comune”, rispetto a quelle che appaiono “logiche parziali”, che afferiscono a situazioni che hanno avuto anche una storia degna, di significato ed interesse, ma che oggi sono oggettivamente ridimensionate o esaurite, consumandosi nella salvaguardia di qualche “rendita”. Se tutti facessero prevalere questo metro di alta “impersonalità” nelle decisioni e orientamenti istituzionali, sarebbe la città intera a goderne i frutti. I Carabinieri hanno diritto ad avere una Caserma degna, e non potrà essere all’interno dell’ex Idroscalo, né nell’attuale edificio di viale Tica, ed occorre pertanto provvedere. Non vi è poi chi non veda come di fronte ad un uso residuale di carattere militare dell’ex Idroscalo – da oltre quindici anni –, l’assegnazione al Comune di questa vastissima area – adeguatamente “smilitarizzata” –, potrebbe significare per Siracusa un’opportunità strategica davvero straordinaria, suggestiva e di alta “produttività” civile, urbana, sociale.(Roberto Fai)