Coronavirus, parole a parte … in Sicilia sono più le carenze strutturali che i risultati concreti

Nonostante le parole incoraggianti sul rallentamento dell’epidemia in Sicilia e la preparazione alla “fase 2”, sembra esserci qualche discrepanza tra gli annunci ufficiali del governo e lo stato d’animo della società civile che, invece, manifesta perplessità circa gli allentamenti delle restrizioni. Tra le tante opinioni, raccogliamo quella del presidente dell’Assemblea delle Consulte Giovanili Siciliane, Alessandro Magistro, che, rivolgendosi all’assessore alla Salute ,Razza, pone l’esempio dei tamponi “per i quali” – sostiene – “ancora occorre aspettare oltre 20 giorni per avere l’esito”. Questa tempistica non può non generare incertezza nella popolazione alla quale, ”intanto, raccontiamo che va tutto bene e che il ritorno alla normalità è prossimo”. Altro aspetto su cui Magistro punta i riflettori è quello delle strutture. “Si è pensato agli ospedali covid, che tra l’altro in alcune località sono ancora un miraggio” – sottolinea – “senza però fortificare i centri di analisi, punta di diamante di un sistema regionale sanitario. L’assessore Razza” – prosegue – “ha l’obbligo di rispondere ai cittadini, garantendo in sinergia con gli organi preposti, che i risultati dei tamponi arrivino in tempi rapidi e dignitosi: la pazienza” – conclude Alessandro Magistro – “è giunta al termine”.

(foto: repertorio internet. A sinistra, A. Magistro, presidente Assemblea Consulte Giovanili Siciliane)