Il “mare negato” allo sbarcadero Santa Lucia, Lealtà e Condivisione: è davvero tutto a posto?

Quest’anno la mancanza del solarium, per gli ovvi motivi di sicurezza, considerata la situazione di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, ha fatto tornare di attualità una vecchia storia dello sbarcadero santa Lucia: il mare negato.

A riaprire la discussione è “Lealtà e Condivisione” che pone all’attenzione dell’opinione pubblica due aspetti, abbastanza emblematici, della vicenda.

Da un lato, i bagnanti sul molo e sulla barriera frangiflutti, che cercano di godere di un po’ di sole e di un po’ di mare; dall’altro, un tratto di costa recintato e ad uso esclusivo di una struttura ricettiva; nel mezzo, una rete d’acciaio che separa i “due mondi”.

La vicenda, come dicevamo, non è nuova “ma non per questo” – scrive Lealtà e Condivisione – “ci pare cosa giusta rassegnarsi”.

la barriera metallica di recinzione

Nel rivendicare il diritto, sancito dalla Legge, di godere liberamente di un bene che appartiene a tutti, l’associazione torna , quindi, a chiedere a chi di competenza “se davvero è tutto a posto”.

“Se è così che deve essere” – si legge nella nota – “se e quanto ancora si vuole mortificare, in tempi come questi, la fiducia che i cittadini dovrebbero e devono nutrire verso le istituzioni e” – conclude– “verso la giustizia.

(foto copertina: i bagnanti sul molo)