Scuola. Senza investimenti non c’è sicurezza. L’UdS in piazza il prossimo 25 settembre

Riparte la scuola e, alle criticità endemiche legate alla fatiscenza degli edifici, alle carenze di personale ed a mille altri problemi mai risolti, si aggiungono quelle dovuta alla sicurezza sanitaria.

In Sicilia, per esempio, come denuncia l’Unione degli Studenti mancano 400 mila banchi e 350 aule e, non essendoci le condizioni per garantire il distanziamento interpersonale, gli studenti sono obbligati a tenere la mascherina per tutta la durata delle lezioni.

Un sacrificio non indifferente per chi deve concentrarsi sullo studio e non certo indolore, considerato che in tanti, al rientro a casa ( e ancora siamo ai primissimi giorni di scuola!) hanno accusato fastidi alle vie respiratorie e  cefalea.

Si riparte, insomma, giusto per mantenere fede alle scadenze, per le passerelle in tv con le varie cerimonie di inaugurazione, ma delle aule fatiscenti, del trasporto studenti non certo adeguato alle mutate condizioni, delle 1200 cattedre ancora da assegnare non se ne parla.

A rinfrescare la memoria è proprio l’Unione degli Studenti che è pronta a scendere in piazza e ha già ufficializzato la data: 25 settembre 2020.

“Investire sulla scuola è una necessità” – si legge nella piattaforma rivendicativa – “non possono essere accettati i provvedimenti tappabuchi. Bisogna reimmaginare gli istituti e tornare a dare priorità alla scuola”

(foto: il recente congresso dell’Unione degli Studenti di Siracusa, all’Urban Center)