Covid 19. I Cobas chiedono scuole aperte e sicure. La chiusura danneggia le fasce più deboli

I Cobas Scuola di Siracusa chiedono informazione e trasparenza sul piano provinciale straordinario predisposto dal “gruppo provinciale ristretto” per il rientro a scuola.

Premesso che la scuola deve riaprire, per il sindacato è, però, indispensabile che ciò avvenga in sicurezza e, soprattutto, con un grande piano di investimenti su edilizia scolastica, trasporto e personale.

“Dal momento che ci risulta che in entrata e in uscita da scuola” – scrivono Lorenzo Perrona e Antonio Condorelli – “i bus delle linee provinciali di solito sono pieni di studenti pendolari (addirittura con casi di corse che non coincidono con le ore di uscita da scuola), chiediamo di sapere quali sono le tratte potenziate da Ast e Interbus per garantire il distanziamento e la mobilità in sicurezza”.

Per i Cobas, “la scuola non è un luogo più pericoloso di un centro commerciale o di un supermercato, i quali sono rimasti sempre aperti; il problema della Salute nella scuola” – sostengono Condorelli e Perrona – “deve tenere insieme la dimensione lavorativa con quella sociale”. Se è vero che la chiusura delle scuole sta colpendo tutti, è anche vero, infatti, che a pagarne lo scotto sono in primo luogo le fasce sociali più deboli.

Scuole aperte, insomma, ma in sicurezza, “a partire dalla richiesta di un sistema di tracciamento efficace e di servizi sanitari nelle scuole, che gestiscano in modo diretto i tamponi rapidi sul posto”.

(foto: repertorio internet)

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