Inquinamento marino. Guardia Costiera: il bilancio dell’Operazione “30 Days at Sea 3.0”

Sono stati oltre 20 mila i controlli effettuati nel corso dell’Operazione globale ambientale “30 Days at Sea 3.0”, pianificata a livello internazionale dall’Interpol, sotto il coordinamento nazionale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell’Interno, che ha visto la partecipazione della Guardia Costiera.

Dal 1 al 31 marzo, sono stati accertati 620 illeciti ambientali, tra penali ed amministrativi, per circa 1,2 milioni di sanzioni. Obiettivo primario dell’operazione è, infatti, il contrasto ai crimini che mettono a rischio l’ecosistema marino, mediante attività di controllo dell’inquinamento prodotto dalle navi, monitoraggio remoto del traffico marittimo e ricognizioni con mezzi aeronavali e tecnologie satellitari.

In campo tutti i Comandi territoriali del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera con la partecipazione delle componenti operative aeronavali, subacquee e dei laboratori di analisi ambientali mobili per un totale di 70 missioni aeree, 202 ore di volo, 1500 missioni navali e 13 missioni subacquee.

Quasi 30 mila i chilometri percorsi via terra, per le attività di controllo e intelligence.

Tra i risultati più rilevanti dell’Operazione “30 Days at Sea 3.0”, la scoperta del traffico illegale di rifiuti nel porto di Augusta, che ha portato al sequestro dal parte della Guardia Costiera di circa 11 mila tonnellate di rifiuti metallici destinati alla Turchia.

(foto: immagini Guardia Costiera)

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