“Non ci pare di avere letto proteste e denunzie pubbliche sulla esclusione di Siracusa e dell’area sud orientale della Sicilia non dico dell’alta velocità ma neanche della Frecciabianca. Siamo stati distratti noi oppure il tutto parte e arriva da e per Catania!??
Ma Siracusa non è ancora stazione di testa o è stata definitivamente abbandonata questa visione del sistema ferroviario siciliano?”.

Sono alcuni degli interrogativi che si pongono Pippo Zappulla e Antonino Landro, rispettivamente segretario regionale e provinciale di ArticoloUno, a proposito dell’inaugurazione del Frecciabianca di Trenitalia.
Zappulla e Landro, come scrivono nella nota, vogliono guardare, comunque, al bicchiere mezzo pieno e, quindi, salutano positivamente il piccolo passo avanti nel sistema trasporti ferroviari in Sicilia. “Non comprendiamo” – puntualizzano – “l’enfasi talmente esagerata da apparire quasi surreale promossa, per presentare un treno che da Catania a Palermo ci impiegherà 3 ore e 15 minuti”.

I due esponenti di ArticoloUno fanno, infatti, notare che la distanza tra le due città è rimasta sempre la stessa ( 190 chilometri ) e, oltre 3 ore per percorrerla non rappresenta, obiettivamente, certo un traguardo storico.
“Non vogliamo sminuire l’importanza dei passi avanti” – chiariscono – “ma per carità basta con i proclami, con gli eventi di valenza internazionale mentre, invece, dovremmo un poco tutti, a partire da chi ha avuto nei decenni ruoli di governo in Sicilia e nel Paese, vergognarci per avere consentito che questa terra venisse considerata per troppo tempo, anche sulle infrastrutture, figlia di un dio minore”.
La politica, insomma, dov’era mentre l’Italia andava avanti e la Sicilia viaggiava (e viaggia ancora!) con le “littorine”?
ArticoloUno invita il sindaco di Siracusa a farsi promotore di un incontro per mettere attorno allo stesso tavolo politica, sindacati, parti sociali e Ferrovie e capire qual’è il reale futuro delle ferrovie siracusane e del sistema intermodale di questa parte della Sicilia.
“Almeno” – chiosano – “per evitare di essere presi in giro dal primo assessore regionale di passaggio in questa nostra provincia”.
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