Precari di serie A e precari di serie B. In Sicilia nulla diventa più definitivo del provvisorio

A Palermo sembra esserci la volontà politica di prorogare i contratti per il personale assunto per l’emergenza Covid che, in questo ultimo anno, ha lavorato negli hub vaccinali.

Entro la metà del mese, quindi la prossima settimana, come lasciano intendere i comunicati di taluni parlamentari, la giunta regionale potrebbe mettere nero su bianco, varando il provvedimento per il proseguimento delle attività lavorative.

Centinaia, o forse migliaia, di professionalità che, quindi, non andranno disperse. Un dato assolutamente positivo sotto l’aspetto dell’occupazione in Sicilia, anche se, obiettivamente, ci sembra di assistere al vecchio metodo made in Sicily, che vede nelle situazioni di emergenza, l’occasione ghiotta per assumere personale nelle pubbliche amministrazioni, bypassando le procedure concorsuali.

Un paio di interruzioni, un paio di anni di precariato, poi le proroghe e, infine, la stabilizzazione.

A proposito di stabilizzazione, ma non ci sono ancora i precari Asu che, da quasi 30 anni, espletano servizi essenziali, all’interno degli uffici delle pubbliche amministrazioni siciliane, e che sono ancora in attesa del famoso contratto a tempo indeterminato?

Vogliamo richiamare alla memoria gli anni immediatamente successivi al terremoto del ’90 quando, cioè, vennero assunti con i criteri di urgenza e senza pubblico concorso, in “via temporanea” ingegneri, geometri e tecnici vari?  Naturalmente … poi, sono rimasti in servizio fino alla pensione!

Ci sarebbe, pure, da ricordare la storia degli ex articolisti, assunti “in via temporanea” per 12 mesi e poi, proroga dopo proroga, arrivati all’immissione in ruolo negli Enti Locali anche se, nel loro caso, si trattava di selezioni pubbliche con graduatorie redatte dagli uffici di collocamento, quindi in tutta trasparenza.

In ogni caso, evviva l’occupazione e ben vengano le nuove assunzioni, le proroghe e le stabilizzazioni,  anche se fa rabbia vedere i figli dei signori nessuno ( con tanto di laurea ) che, invece, aspettano un concorso e, poi, vengono a sapere che Tizio, grazie a Caio che conosce Sempronio, il quale è amico di Numerio Negidio … è entrato in questo o in quell’altro ente pubblico!

Ma come diceva il famoso filosofo Massimino l’Etneo … “c’è chi può e chi non può!”

Intanto, occhi al cielo e a Giove Pluvio perché, se dovesse piovere per quaranta giorni e quaranta notti … potrebbe scattare un’altra emergenza e, chissà, anche l’assunzione “in via temporanea” di bagnini e sommozzatori.

(foto: repertorio internet)

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