Siracusa. Il Comune sistema altre strade, ma … quando sarà il turno di via Ascari?

Inizieranno la settimana prossima i lavori di sistemazione e riqualificazione di altre strade comunali, nella fattispecie, le traverse Palma, Cifalino e Serramendola. 115 mila euro la somma impegnata da Palazzo Vermexio, che sarà investita anche per asfaltare la traversa via lido Sacramento 106.

Un bella notizia che, ovviamente, non può non fare piacere ai residenti ma che ha dato l’input a Marcello Lo Iacono, presidente dell’associazione “Plemmirio Blu”, di accendere i riflettori su un’altra strada, piuttosto importante per la viabilità e meritevole di maggiore attenzione.

Lo Iacono fa riferimento a via Ascari, che raccorda la S.P. 77 proveniente da Belvedere, la S.S. 192 per Floridia e la S.P. 14 la cosiddetta “Mare Monti”.

“In un certo senso” – scrive – “è, con il viale Pantanelli che la collega alla S.S. 115, una vera e propria circonvallazione per il traffico leggero di Siracusa ed invece è una prova testimoniale di cosa non dovrebbe essere una strada pubblica”.

E qui, il presidente di “Plemmirio Blu” cita il rimpallo di competenze tra ex Provincia regionale di Siracusa e Comune di Siracusa, una storia che si perpetua da decenni.

“Nei fatti” – ricorda – “il primo Ente tiene il sottopassaggio del circuito, e non solo quello, in condizioni pietose e parzialmente inagibile e malamente segnalato, il secondo Ente” – prosegue Lo Iacono – “procede, invece, a far riparare perdite del proprio acquedotto che interessa le strade in questione lasciando che i lavori di ripristino della sede stradale vengano eseguiti fuori da ogni logica di buona esecuzione e, molto spesso, anche in dispregio dei regolamenti comunali”.

Tante le criticità  di via Ascari: rami sporgenti che ne riducono sostanzialmente la sede; spazzatura ed ingombranti abbandonati in bella mostra; mancanza di cunette, assoluta assenza di catarifrangenti e di barriere.

“Nel punto in cui la strada incontra Il passaggio a livello ferroviario, segnalato con insufficienti cartelli scoloriti e nascosti” – si legge nella nota – “vi è un cordolo di cemento non evidenziato e più avanti la stessa strada è diventata parcheggio indiscriminato con la presenza di vere e proprie discariche a cielo aperto”.

A questo punto, la domanda nasce spontanea: se mancano le risorse finanziarie per mettere in sicurezza la strada, perché non la si chiude temporaneamente, visto che chi vi transita rischia davvero grosso?!

Un sistema per dipanare la matassa, in verità, ci sarebbe ed è quello che suggerisce Marcello Lo iacono: l’intervento autorevole del Prefetto. Il rappresentante del Governo potrebbe, infatti, farsi promotore di un sopralluogo con i due Enti locali, per verificare e fare rimuovere le condizioni di pericolo e degrado.

“Chiediamo azioni risolutive e provvedimenti, secondo la propria competenza” – conclude – “per garantire la sicurezza e l’incolumità dei Cittadini e degli Utenti.

(foto: immagine da Googlemaps)

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