A distanza di quattro anni dal terremoto di Santo Stefano, che seminò distruzione e paura, risparmiando per fortuna le vite umane, a Zafferana ed altri comuni etnei, la vita sta tornando, lentamente e non senza grossi sacrifici, alla normalità.
La comunità di Cosentini, per esempio,grazie ai fondi della CEI, dalla scorsa primavera, è tornata nella propria chiesa e i parrocchiani, quest’anno, sono tornati ad allestire il tradizionale presepe ottocentesco nel presbiterio della chiesa.

Un presepe che, come spiega il parroco di Maria SS. Del Rosario, don Andrea Sciacca, porta con sé i segni dei terremoti del 1914 e di quello del 2018, per la comunità di Cosentini “è segno di una storia ciclica, che molto spesso” – dice – “colpisce lasciando le tracce e continua a dare forza ad una comunità che mostra sempre il desiderio di rinascere”.
Realizzato a grandezza naturale, il presepe si sviluppa con la nascita della parrocchia alla fine del XIX secolo: il gruppo della Sacra Famiglia venne da subito ampliato da numerose figure in cera e legno, seguendo il modello del presepe settecentesco di Acireale. A seguito dei danneggiamenti subìti nel terremoto del 1914, molte figure vennero sostituite con volti e mani in cartapesta e, allo stato attuale, se ne contano una dozzina.
Il presepe di Cosentini è ancora visitabile da oggi a domenica (dalle 16 alle 20), venerdì 6 gennaio, Solennità dell’Epifanìa, e domenica 8 gennaio (dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20.30). L’ingresso è gratuito.
(foto: don Andrea Sciacca davanti al presepe)
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