
Domani ricorre il 25.mo anniversario della strage di San Basilio. Era la sera del 2 gennaio del 1999 quando, alcuni componenti di cosa nostra, fecero irruzione al bar della stazione di servizio Esso di via Cavalieri di Vittorio Veneto sulla Vittoria-Comiso.
I killer dovevano uccidere il reggente del clan della stidda vittoriese, Angelo Mirabella e alcuni esponenti affiliati al clan Dominante-Carbonaro, ma colpirono a morte anche due giovani tifosi del Vittoria, Rosario Salerno e Salvatore Ottone che, casualmente, erano presenti nel bar e che nulla avevano a che fare con la malavita.
Una strage che ha sconvolto l’intera comunità, come ricorda il sindaco Aiello che, nel 1999, era primo cittadino della città ipparina. “In quegli anni” – racconta – “elementi appartenenti alla criminalità, in contrapposizione tra loro, avvilivano una città onesta e laboriosa, con gli scontri a fuoco. Quello del 1999 fu uno degli episodi più efferati”.
La società civile reagì immediatamente, partecipando alla manifestazione organizzata dall’Amministrazione comunale, che vide la presenza del presidente della Regione e di molti rappresentanti istituzionali.
“Bisogna tenere vivo il ricordo di quell’episodio” – chiosa il sindaco Aiello – “nonostante da allora siano trascorsi 25 lunghi anni”.
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