Riceviamo e pubblichiamo. Siracusa calcio, oggi è finita l’agonìa: torniamo tra i dilettanti

Con il pareggio odierno contro il Trapani, il campo ha emesso, ufficialmente, il suo implacabile verdetto nei confronti del nostro Siracusa calcio: “Retrocessi”. Con onestà intellettuale diciamola tutta: perché si potesse avverare il c. d. miracolo sportivo si doveva sbrogliare una situazione matematica molto complicata.
Salutiamo, dunque, mestamente la serie C che è, appena, durata nove mesi .
L’ultima partita che ha spento definitivamente le nostre effimere speranze e illusioni. Siamo matematicamente retrocessi nel campionato dilettantistico della serie D da cui ripartiremo, peraltro, con ulteriori pesanti punti di penalizzazione perché la società non ha atteso, per la terza volta, alle scadenze retributive e contributive del mese di aprile.

Non mi soffermo sull’aspetto tecnico della odierna partita e sul risultato perché passano in secondo piano; si sono commessi errori irreversibili le cui conseguenze sono state inevitabili. Le radici della retrocessione e della crisi societaria del nostro Siracusa calcio affondano nell’estate scorsa, quando la società azzurra si è trovata a dover affrontare una serie di problematiche che hanno minato le fondamenta del progetto sportivo e i cui segnali di difficoltà erano emersi sin dall’inizio della preparazione estiva per l’inizio della nuova stagione calcistica . Le crepe nell’assetto societario erano, già, evidenti all’interno della società, ma occulte all’esterno!!!!
Istanze fallimentari, fortunatamente rientrate, e due penalizzazioni in corso di stagione hanno costretto squadra e società ad affrontare questo campionato in piena agonia.
Soltanto i giocatori e gli staff tecnici hanno lottato, fino alla partita odierna con indomita resilienza. Un amaro epilogo che non giunge inaspettato e che dobbiamo ob torto collo accettare, considerando una stagione travagliata sin dal suo inizio e segnata da vicende extracalcistiche che hanno pesantemente condizionato il rendimento della squadra. Insomma, una retrocessione, per certi versi, annunciata.

Un amaro epilogo che non giunge inaspettato e che dobbiamo ob torto collo accettare, considerando una stagione travagliata sin dal suo inizio e segnata da vicende extracalcistiche che hanno pesantemente condizionato il rendimento della squadra.

La retrocessione, sia ben chiaro, non è la principale conseguenza del lavoro, delle scelte tecniche e degli errori di Marco Turati in primis e dei suoi collaboratori, che ci sarebbe potuta, anche stare, ma è da ascriversi, anche, agli undici punti di penalizzazioni subiti dalla squadra. Paghiamo dazio, dunque, per le nostre debolezze tecniche, ma paghiamo amaramente dazio anche per una situazione societaria figlia di una sbagliata e pressappochista programmazione tecnica, amministrativa e finanziaria che ha provocato solo “Disastri”. Scadenze non rispettate e tribunale federale che, conti alla mano, si sono ritrovati nel compito di applicare le leggi e, quindi, di penalizzarci oltremodo.

Una lenta agonia che è iniziata dalla prima partita di coppa Italia proprio contro il Foggia e che si è protratta, senza soluzione di continuità, per ben nove mesi e la cui cessazione non è ancora in fase di definizione, almeno, dal punto di vista societario. Purtroppo, tante partite e sconfitte hanno rispecchiato, dal punto di vista del calcio giocato, un po’ tutta la stagione: tanta volontà, errori fatali, grande reazione d’orgoglio di una squadra che non ha mai mollato, che in tante gare ha creato tanto, ma ha sbagliato anche tanto e concluso poco. Partite soventi giocate bene, ma non coronate però dai tre punti. Oggi, a Trapani, è finita la sofferenza del malato terminale e di chi lo ha, amorevolmente, assistito. Su 38 partite giocate: appena nove vittorie, di cui solo una in trasferta, dieci pareggi e diciannove sconfitte. Quaranta sei i goal fatti e cinquantasei subìti. Numeri impietosi, aggravati dagli undici punti di penalizzazione che ci sono stati inflitti e da una situazione societaria disastrosa da cui era difficile uscirsene. Oggi, poi, abbiamo assistito alla “guerra tra poveri”.  Il de profundis è stato scritto!!!!!!! Complimenti, a chi, tutto questo, avrebbe, forse, potuto evitarlo!!!!!!!!!!!!

A questo punto non ci resta altro che accettare la situazione e, metaforicamente, “piangere” sul danno fatto e accommiatarci con dignità dalla serie C; facciamocene una ragione.
Chapeau a tutti quei tifosi che hanno sostenuto, moralmente e materialmente, fino alla fine i nostri colori. In momenti come questi è difficile trovare parole adatte, in questa città siamo evidentemente destinati a soffrire. (Giuseppe Scandurra)

(foto: archivio siracusa2000)

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