Siracusa. Monito dell’arcivescovo Lomanto: stiamo annegando nelle sabbie mobili dei social

Dopo il bagno di folla, quest’anno anche colorato, grazie ad una innovazione voluta dalla Deputazione, all’uscita del simulacro, per Santa Lucia è cominciato oggi l’Ottavario nella chiesa della Badìa. Questa sera alle 19, don Enzo Candido della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime, presiederà la celebrazione eucaristica, che sarà animata dal Gruppo Comunione e Liberazione e dal Gruppo Missionari della Madonna delle Lacrime.

Al termine, nella chiesa di Santa Lucia alla Badìa, sarà proiettato l’interessante docufilm prodotto da TV 2000, “Piange una Madre”,che racconta i giorni della Lacrimazione del 1952 a Siracusa.

(l’uscita del simulacro di Santa Lucia)

Intanto, non si è ancora spenta l’eco del discorso dell’arcivescovo Lomanto che, ieri, dal balcone centrale del Palazzo Arcivescovile, durante il tradizionale saluto ai fedeli, ha toccato temi di estrema attualità. Dopo il riferimento ad un recente fatto di cronaca che ha lasciato attonita la città, con il gesto estremo di un giovane studente, Mons. Lomanto ha parlato dei social, fenomeno in continua diffusione, soprattutto tra le giovani generazioni. Un fenomeno che l’arcivescovo ha definito “sabbie mobili” che si stanno sostituendo all’incontro costruttivo e vitale e dove stiamo affondando, probabilmente, senza nemmeno rendercene conto. “Un vero dramma sta logorando la nostra umanità” – ha detto – “rendendoci schiavi di invenzioni che affascinano la mente, ma svuotano il cuore e conducono un pericoloso isolamento autolesionista”. Uscire dall’isolamento, insomma, e soprattutto ascolto, perché solo con l’ascolto e col dialogo, si possono combattere e superare situazioni di fragilità. “Ciò che accade anche a uno dei nostri giovani” – ha sottolineato Mons. Francesco Lomanto – “è responsabilità di tutti”.

(foto: il discorso di Mons. Lomanto)

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