
A distanza di mesi dal ciclone Harry, le imprese balneari siciliane sono ancora alle prese con la ricostruzione di strutture portanti, arenili erosi e sistemi di servizio da riallestire completamente. Investimenti straordinari che richiedono tempi di ammortamento lunghi (tra dieci e vent’anni) e che risultano incompatibili con l’attuale scadenza delle concessioni fissata al 30 settembre 2027 dal decreto “Salva Infrazioni”.
Ne è convinta Cna Balneari Sicilia che chiede con forza alla Regione Siciliana e al Governo nazionale di agire con urgenza e determinazione in tutte le sedi competenti (europee, nazionali e regionali) per garantire la proroga delle concessioni.
“Nessun imprenditore” – scrive Cna – “può impegnare risorse proprie o indebitarsi per ricostruire senza un orizzonte temporale certo. Non chiediamo privilegi, ma una condizione minima per salvare un settore strategico”.
(foto: archivio siracusa2000)
© Riproduzione riservata

