Probabilmente a Siracusa, quando si usa il termine “provvisorio”, non si sa, in realtà, a quale lasso di tempo si riferirà perché, andando in giro per la città, non ci si può non accorgere che il “provvisorio” diventa “definitivo”.

I tombini delle strade “messi in sicurezza” (si fa per dire!) con il classico tondino ed il nastro biancorosso, che rimangono anni in quelle condizioni di “provvisorietà” tanto che, specie in prossimità di curve, paradossalmente, aggravano ulteriormente la situazione di pericolo. E che dire dell’illuminazione pubblica di piazza della Vittoria, a pochi passi dal Santuario, dove i corpi illuminanti sono stati sostituiti “in via provvisoria” da faretti a led, probabilmente più sicuri ma, certamente, inguardabili perché sono un vero pugno nello stomaco, sotto l’aspetto urbanistico. Era la fine del 2025 e si disse, all’epoca, che quelle luci a led sarebbero rimaste solo alcune settimane.
Di settimane ne sono, però, passate una trentina, forse più, e le luci a led sono ancora lì, sotto gli occhi di tutti. Se n’è accorto, persino, un turista che ha voluto fotografare quei pali dell’illuminazione pubblica, per portarli a casa come ricordo e, probabilmente, per proporli come “esempio” agli amministratori del proprio Comune.
Una bruttura, insomma, alla vigilia delle celebrazione per il 73.mo anniversario della Lacrimazione quando, cioè, tutta la zona attorno alla Basilica Santuario Madonna delle Lacrime, sarà meta di migliaia di pellegrini che verranno da ogni parte della Sicilia ed oltre.
Speriamo, almeno, che, passando da piazza della Vittoria, il loro sguardo rimanga rivolto verso il basso, in modo da non vedere quelle “opere d’arte provvisorie” ma che, c’è da giurarci, troveranno il prossimo anno, qualora decidessero di tornare per le celebrazioni del 2027. A Siracusa, si sa,… il provvisorio diventa definitivo!
(foto: i pali dell’illuminazione pubblica di piazza della Vittoria. Riquadro, due dettagli)
© Riproduzione riservata

