Riceviamo e pubblichiamo. La mia opinione sulla situazione dello sport a Siracusa

In questa lettera ci tengo ad esporre la mia opinione, oltre alla mia visione, sull’attuale situazione dello sport siracusano: devo dire che, da siracusano ancora prima che da sportivo, ultimamente ho ricevuto delle soddisfazioni dalla pallacanestro, sport molto in via di sviluppo a Siracusa (dove, tra gli sport cosiddetti “secondari” ma che invece secondari non sono affatto, visto che ogni sport ha uguale importanza e valore, prevale da anni la pallamano), con la salvezza ottenuta dalla squadra maschile del Siracusa Basket, che nel prossimo anno giocherà ancora in serie C, nonché con la recentissima promozione in serie B della omonima squadra femminile.
Lo stesso posso dire proprio della pallamano, con i successi recenti ottenuti dalla prima squadra dell’Albatro (vittoria della coppa Italia), e dalle due squadre giovanili militanti in serie B, nonché dall’altra realtà pallamanistica aretusea, l’Aretusa che milita anch’essa e con onore in serie B, anch’essa detentrice di un trofeo, la coppa Sicilia, e anch’essa con formazioni giovanili che stanno dando tanto lustro e tante soddisfazioni allo sport e alla città di Siracusa. Un po’ meno dalla pallanuoto, con l’Ortigia che sta lottando per la permanenza in serie A1, che potrebbe essere ottenuta dai play-out. In generale, vedo un certo fermento anche per altre discipline sportive di cui non si dà ancora la giusta importanza, tra le quali la moto cross, la pallavolo e il tennis tavolo.
Capitolo a parte per il calcio: in quello che doveva essere la stagione della gioia per il ritrovamento di una serie C conquistata molto faticosamente dal Siracusa Calcio oltre 365 giorni fa, al termine di un combattutissimo campionato di serie D con un’altra squadra di blasone e di prestigio storico, la Reggina, si è invece trasformata in un calvario infinito, in quanto costellata da molteplici vicissitudini societarie iniziate dallo scorso luglio con una campagna acquisti molto scarna (e, permettetemi il termine, molto scarsa), nonché con la clamorosa rinuncia allo svolgimento del ritiro estivo a Canicattini Bagni, a soli 20 minuti da Siracusa, e finite con la retrocessione di quasi un mese fa, retrocessione che è bene sottolineare è avvenuta esclusivamente per demeriti del presidente (che non voglio neanche nominare), sul quale pesano come macigni le responsabilità per i mancati pagamenti di stipendi e contributi che sono costati 11 punti di penalizzazione, senza i quali squadra e staff tecnico avrebbero invece conquistato la salvezza sul campo, secondo me anche evitando i play-out, visto che se la situazione societaria si fosse sistemata giusto in tempo, sia la squadra che lo staff tecnico ne avrebbero beneficiato scendendo in campo più serenamente e con più energie mentali, e di conseguenza pure fisiche.


Fatto il dovuto riassunto di una stagione che è invece stata tra le peggiori se non la peggiore di tutta la storia del Siracusa Calcio, andiamo all’attualità: attualmente (scusate il gioco di parole), non solo lotta tra la vita e la morte, ma anche tra la serie D (categoria in cui milita attualmente, in virtù del recente verdetto del campionato di serie C non ancora del tutto concluso) e l’Eccellenza siciliana, ed è su questo punto che secondo me merita ulteriore se non maggiore importanza: bisogna fare di tutto per arrivare al più presto ad un passaggio di società, visto che l’attuale non è più in grado di gestire il Siracusa, in modo da salvaguardare non solo la continuità calcistica, ma anche il titolo sportivo, in modo da ripartire da una categoria più accettabile, la quarta serie appunto, la più vicina alla serie C, e per scongiurare l’ennesima e dolorosissima ripartenza dall’Eccellenza, o peggio, dalla Promozione, una umiliazione che Siracusa calcistica e città ha già subito per più di una volta, per colpa di dirigenze scellerate che l’hanno condannata ad un baratro dal quale è stato difficilissimo uscire. Quale soluzione? Ovviamente la soluzione non può non arrivare dalla società stessa, che ormai ha perso anche gli ultimi residui di credibilità da parte di tutta la tifoseria, ma può arrivare da chi in questo momento ha più di altri la situazione in mano: il Tribunale di Siracusa. Dalle notizie pervenute ai primi di maggio, e alla luce delle nuove istanze fallimentari fatte pervenire da altri procuratori nonché da vari creditori, il giudice delegato si è dato tempo entro trenta giorni dalla ricezione della seconda istanza fallimentare (la prima si è risolta con un nulla di fatto un mese fa), cioè ed esattamente da un mese fa, per convocare un’altra udienza fallimentare, dalla quale stavolta e personalmente spero che si possa arrivare ad una soluzione, la migliore, in tempi rapidissimi: il fallimento, la consegna della società ad un curatore fallimentare, e la programmazione anch’essa in tempi rapidissimi di una e più aste fallimentari in modo tale da permettere eventuali manifestazioni di interesse al fine di rilevare la società entro la scadenza del 16 giugno, decisiva per molteplici motivi, con molti meno debiti (chi eredita una società calcistica all’asta si farà carico esclusivamente dei debiti sportivi), ma soprattutto con un futuro più schiarito e più roseo.
Scritto questo, mi auguro vivamente che si evitino ulteriori inutili e dannose perdite di tempo al fine di dare possibilità al Siracusa Calcio di ripartire da una categoria non dico più consona ma perlomeno più accettabile, scacciando i fantasmi del passato che hanno condannato per lungo tempo il calcio della nostra città ad una situazione molto buia e triste, oltre che mediocre, che non si meritava e tutt’oggi non merita assolutamente. Tutto ciò può avvenire con una società che sia finalmente quella giusta, solida, trasparente, e soprattutto retta in primis dalla passione dei suoi tifosi, che come hanno già dimostrato negli ultimi mesi, riuniti in un comitato e con le raccolte fondi hanno permesso alla prima squadra e alle squadre del settore giovanile di andare avanti fino a fine stagione. Ciò è già possibile all’estero, vedasi in Germania, in Spagna, e anche in sud America (Argentina).
Ma non illudiamoci che si possa continuare a portare avanti il calcio e lo sport come si è fatto fino ad oggi, cioè vivacchiando (“comu veni si cunta”, per dirla alla siracusana), senza programmazione, senza serietà, senza solidità e soprattutto senza le strutture adatte, penso per esempio ad un nuovo stadio, per il quale sono stati spesi fiumi di parole da decenni ma mai si è arrivati (o non si è voluti ?) arrivare alla concreta realizzazione; penso ad una nuova cittadella dello sport; penso a nuove strutture sportive situate in particolare nei quartieri periferici, molto spesso afflitti da problemi di marginalità e socio-ambientali di non poco conto, che tutti conosciamo; penso alla riqualificazione e al recupero di strutture sportive preesistenti (penso per esempio al Giorgio Di Bari di via Lazio, il quale versa da anni in un vergognoso stato di abbandono e di degrado). Ricapitolando: sport=strutture, sport=ulteriore volano socio-economico per Siracusa. Ad maiora! (Alberto Corso)
(foto: archivio siracusa2000)

© Riproduzione riservata