Caro carburante. Allarme di Cna Fita Sicilia: misure immediate a sostegno del settore

In Sicilia molte imprese del settore trasporti entro la fine dell’anno rischiano di chiudere. È l’allarme lanciato da CNA FITA Sicilia, secondo cui la crisi di liquidità determinata in primo luogo dall’aumento dei prodotti petroliferi sta schiacciando soprattutto le microimprese del settore, che rappresentano oltre il 70% del totale. Solo il costo del carburante, da marzo di quest’anno, è passato da 1,78 euro/litro a 2,39 euro/litro.

«C’è chi annuncia blocchi, ma il blocco è già in atto” – dice Salvatore Ranno, presidente di CNA FITA Sicilia – “molti piccoli padroncini, non riuscendo a sostenere i costi, hanno già spento il motore e lasciato il proprio mezzo nel piazzale. Per tante piccole e medie imprese i costi da sostenere per un viaggio determinano solo perdite”.

 Gli aiuti nazionali e regionali se tutto va bene arriveranno tra un paio di mesi ma, nel frattempo, il prezzo del carburante continua la sua ascesa.

“Al settore” – sottolineano Giorgio Stracquadanio e Daniela Taranto, coordinatori regionali di CNA FITA – “servono misure immediate e strutturali che permettano alla maggioranza delle imprese che vi operano di poter esercitare il loro lavoro con dignità”.

(foto: fermoimmagine TGR Sicilia)

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