
Riceviamo e pubblichiamo
L’acquisizione della maggioranza di ISAB da parte del Gruppo Ludoil rappresenta un passaggio importante per il futuro del polo industriale siracusano e consente finalmente di fare chiarezza sulla governance di una delle realtà industriali più strategiche del nostro territorio e dell’intero Paese.
Il ritorno della guida industriale di ISAB in mani italiane può rappresentare l’inizio di una nuova fase. Per la CGIL, tuttavia, il completamento dell’operazione societaria non è un punto di arrivo, ma deve diventare il punto di partenza di un confronto vero sul futuro industriale, occupazionale e ambientale del sito.
Accogliamo quindi con interesse l’annuncio del nuovo piano industriale e degli investimenti previsti, ma riteniamo indispensabile che alle dichiarazioni seguano rapidamente atti concreti e verificabili.
Per questo chiediamo alla nuova governance di ISAB di convocare quanto prima le organizzazioni sindacali per aprire un tavolo di confronto nel quale conoscere nel dettaglio tempi, modalità e contenuti degli investimenti programmati, nonché le prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento.
Al centro del confronto dovranno esserci innanzitutto le tutele occupazionali, non soltanto per i lavoratori direttamente dipendenti da ISAB, ma per l’intero sistema dell’indotto. Parliamo di un patrimonio di lavoratori, professionalità, competenze e imprese che negli anni ha rappresentato una componente fondamentale del sistema industriale siracusano.
La CGIL considera altrettanto essenziale che la nuova fase industriale tenga insieme occupazione, sicurezza sul lavoro, tutela della salute e dell’ambiente e innovazione produttiva. Non possono esserci sviluppo e competitività se questi obiettivi vengono considerati separatamente.
La transizione energetica deve essere governata e accompagnata attraverso investimenti capaci di rendere le produzioni progressivamente più sostenibili dal punto di vista ambientale, salvaguardando contemporaneamente il lavoro e creando nuova occupazione qualificata.
Il territorio siracusano ha pagato per decenni un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari per essere uno dei principali poli energetici e industriali del Paese. Per questo oggi ha diritto non alla dismissione industriale, ma a una grande stagione di riconversione, innovazione e risanamento, capace di coniugare il diritto al lavoro con il diritto alla salute e a un ambiente sano.
In questo nuovo scenario riteniamo che vi sia anche un’altra grande opportunità che il sindacato deve saper cogliere: rilanciare con forza l’unità sindacale e tornare ad essere protagonista delle scelte che riguarderanno il futuro del polo industriale siracusano.
Un distretto industriale che si trova davanti a trasformazioni così profonde ha bisogno di un sindacato autorevole, unito e capace di costruire una visione comune. Le problematiche occupazionali, i nuovi investimenti ecosostenibili, la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle comunità che vivono attorno al polo industriale non possono essere affrontati separatamente. Sono parti di una stessa grande questione che riguarda il futuro industriale, sociale e ambientale dell’intero territorio.
È quindi il momento di ritrovare le ragioni dell’unità sindacale, superando divisioni e frammentazioni e costruendo una piattaforma comune capace di rappresentare con maggiore forza i lavoratori diretti e quelli dell’indotto. Il sindacato deve tornare ad essere protagonista del processo di trasformazione del distretto industriale, non limitandosi a gestirne le conseguenze, ma partecipando alla definizione delle scelte che determineranno il futuro del lavoro e dello sviluppo.
Gli investimenti annunciati rappresentano un elemento importante, ma dovranno essere accompagnati da un confronto costante con le rappresentanze dei lavoratori e con il territorio.
Auspichiamo che con la nuova proprietà possa aprirsi una stagione diversa, fondata sul dialogo, sulla trasparenza, sull’unità del mondo del lavoro e su relazioni industriali solide e costruttive.
La CGIL di Siracusa è pronta a fare la propria parte. Vogliamo confrontarci nel merito dei progetti e degli investimenti con un obiettivo preciso: mettere in sicurezza il futuro industriale del polo siracusano, difendere l’occupazione diretta e dell’indotto, innalzare ulteriormente gli standard di salute e sicurezza e costruire le condizioni per produzioni sempre più ecosostenibili.
Il ritorno di ISAB sotto una guida italiana può aprire una nuova pagina per l’intero distretto industriale siracusano. Una pagina che il sindacato deve contribuire a scrivere unitariamente, rimettendo al centro il lavoro, la salute, la sicurezza, l’ambiente e una nuova prospettiva di sviluppo industriale sostenibile per Siracusa. (Franco Nardi – segretario generale provinciale CGIL Siracusa)
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