
Utenti ammassati in coda negli sportelli e negli uffici della Pubblica Amministrazione siciliana aperti al pubblico, con un altissimo rischio di contagio da Covid-19. Il discorso vale per i Centri per l’Impiego, per i musei, per le Aziende Sanitarie, per gli uffici di Comuni ed ex Province dove c’è il contatto diretto tra dipendente e utente. Servono, pertanto, misure urgenti a tutela della salute e, per questo, Giuseppe Badagliacca, Nicola Scaglione e Angelo Lo Curto della Cisal Sicilia, chiamano in causa il governo Musumeci, affinchè si provveda subito “o a pagarne il prezzo” – sottolineano – “saranno i siciliani”. “Il Governo regionale” – scrivono – “vari misure idonee a tutela anche delle imprese che si preparano ad affrontare cali di fatturato e di incassi con possibili conseguenze negative sui lavoratori”. Intanto la Regione ha potenziato il numero verde 800 458 787 con altre 28 linee telefoniche a cui rispondono medici e volontari della protezione civile. “Rendiamo ancora più efficiente un servizio che, in questi giorni” – ha detto il presidente Nello Musumeci – “ha molto supportato la richiesta di aiuto e chiarimenti formulata dalla popolazione, non solo siciliana”. Sono state più di 4000, in meno di una settimana, le chiamate arrivate all’800 458 787 da parte di amministratori locali, dirigenti scolastici e cittadini. Tra le domande più attuali quelle relative all’obbligo di comunicazione che discende dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 1 marzo.
(foto: gli operatori del numero verde della Regione Siciliana)
