Sono numeri in salita quelli che vengono fuori dal monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE che, nella settimana 3-9 novembre, rispetto alla precedente, rileva 41.091 nuovi casi, contro i 29.841, ed un aumento delle vittime (330, prima erano state 257). In aumento rispetto alla settimana precedente anche le terapie intensive, che registrano 421 ricoverati.

In tutte le Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, con variazioni che vanno dal 12,7% della Toscana al 75,3% della Provincia Autonoma di Bolzano.
66 Province hanno un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100 mila abitanti: in Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Veneto tutte le Province superano tale soglia. In 3 Province si contano oltre 150 casi per 100 mila abitanti: Trieste (479), Bolzano (260) e Gorizia (221).
“Numeri” – commenta il Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta – “che dovrebbero indurre gli amministratori locali a considerare restrizioni su base comunale o provinciale, per evitare che la diffusione del contagio” – sottolinea – “trascini l’intera Regione in zona gialla».
Sale la pressione sugli ospedali dove, come conferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE, “si registra un ulteriore incremento dei posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +14,8% in area medica e +9,4% in terapia intensiva”.
Ed aumentano gli ingressi giornalieri in terapia intensiva perché, puntualizza Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE, “la media mobile a 7 giorni passa da 26 ingressi/die della settimana precedente a 34”.

Registra, invece, un crollo il numero dei nuovi vaccinati che, in tre settimane, è sceso del 75,4%. L’efficacia del vaccino sulla malattia grave si conferma molto elevata e l’incidenza di diagnosi, ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e decessi è nettamente inferiore nelle persone vaccinate con ciclo completo, in tutte le fasce di età, rispetto ai non vaccinati.
Tuttavia, in particolare negli over 60, l’efficacia nei confronti della malattia grave è in lieve, ma progressiva, diminuzione, soprattutto da quando la variante delta è diventata prevalente.
Secondo l’ultimo report della Sorveglianza integrata COVID-19 dell’Istituto Superiore di Sanità, per il ricovero in terapia intensiva l’efficacia nel periodo 5 luglio-31 ottobre si attesta al 90% negli over 80 e al 94,8% nella fascia 60-79 anni, mentre per i ricoveri in area medica all’88,8% negli over 80 e al 91,5% nella fascia 60-79 anni.
“Nel ribadire l’inutilità di dosare gli anticorpi circolanti per il processo decisionale vaccinale” – conclude Nino Cartabellotta – “questi dati confermano le indicazioni alla dose booster per le categorie a rischio identificate dal Ministero della Salute e la necessità di accelerarne la somministrazione”.
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