Emergenza meteo, un allerta “codice giallo” con gli effetti devastanti di un uragano

E’ un vero e proprio bollettino di guerra quello che viene fuori dalle immagini che stanno girando sui social in queste ore, con immagini di devastazione da ogni parte della provincia di Siracusa. Scene apocalittiche che non si vedevano dal quel lontano 10 marzo 2012 quando per la prima volta, la sicilia sud-orientale si ritrovò a fare i conti con gli effetti di un uragano. E, a guardare la forza distruttiva del vento, quella di questo fine settimana non può certo essere definita “ondata di maltempo” e probabilmente, qualcosa non ha funzionato nel sistema di prevenzione e informazione della Protezione civile. Un allerta meteo che, forse, è stato sottovalutato perché le scene di distruzione alle quali stiamo assistendo non sono certo riconducibili ad un semplice “codice giallo”, cioè di attenzione, bensì a qualcosa di più importante. Nel primo pomeriggio avevano già superato quota 200 gli interventi dei Vigili del Fuoco, le cui squadre sono impegnate soprattutto per mettere in sicurezza strade e palazzi. In campo anche le associazioni dei volontari di Protezione civile, il cui apporto in situazioni di massima emergenza come quella che stiamo vivendo, risulta assai prezioso. Tutte le forze dell’ordine sono, comunque, impegnate nelle operazioni di monitoraggio e soccorso, con i Carabinieri che, ieri pomeriggio, sulla “Sortino-Carlentini” hanno tratto in salvo un gruppo di disabili rimasti impantanati con il pulmino. Sempre i militari dell’Arma sono intervenuti ad Augusta in soccorso di una coppia di anziani i quali, a causa del forte vento, non riuscivano più a chiudere le finestre della loro abitazione. Prezioso anche il contributo della Polizia Municipale, che sta perlustrando i quartieri della città per individuare eventuali situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, legate soprattutto ad alberi in bilico e pali della luce pericolanti. Ovunque, da Portopalo a Francofonte, le immagini sono, purtroppo, le stesse: linee elettriche abbattute, strade bloccate da alberi che la furia del vento ha buttato giù, serre distrutte con danni ingenti per l’agricoltura, capannoni scoperchiati, decine di automobili schiacciate sotto il peso di cartelloni pubblicitari e pali della luce spezzati dal vento come dei grissini. Numerosi i sindaci del siracusano che, in via precauzionale, hanno disposto la chiusura di scuole, cimiteri e parchi per la giornata di domani che, comunque, secondo le previsioni dovrebbe essere tranquilla, visto che viene indicata col “codice verde”, cioè generica vigilanza. La conta dei danni comprende anche la storica Radio Sicilia Siracusa di Zabo, la cui antenna sul traliccio di via Mineo, che ha resistito nei decenni a tutte le intemperie, non ha superato, purtroppo, questa ennesima e dura prova, ed è stata piegata dal vento. In ginocchio l’economia, con decine di imprese nella zona sud della provincia, tra Avola, Noto e di Rosolini, che hanno subito danni consistenti alle strutture e alle quali non fa mancare la propria vicinanza l’on. Rossana Cannata, che è anche componente della Commissione Attività produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana. “Occorre da subito muoversi per istituire una unità di crisi” – scrive – “ed avviare lo stato di emergenza e calamità per venire urgentemente incontro ai bisogni delle aziende agricole e di tutto il territorio. Salvaguardare l’agricoltura e chi vi lavora” – chiosa la parlamentare – “è oggi più che mai una priorità”.

 

 (foto: una gazzella dei Carabinieri durante un intervento. A destra un palo della luce divelto dal vento in viale Algeri)