Cava Grande, dal ’90 si attende il piano utilizzo della pre-riserva. Denuncia delle associazioni

Le associazioni ambientaliste  e culturali Acquanuvena, Archeoclub Noto, CAI  Siracusa, Ente Fauna Siciliana, LIPU Siracusa, Natura Sicula, Notoambiente e Sciami, hanno scritto all’assessorato regionale al territorio e ambiente, chiedendo la messa in mora nei confronti  delle Amministrazioni comunali di Avola, Noto e Siracusa, che hanno competenza sulla Riserva Naturale Orientata della Cava Grande del fiume Cassibile. Le associazioni denunciano la mancata predisposizione del piano di utilizzazione e valorizzazione della pre-riserva della R.N.O. Cava Grande del Cassibile, che avrebbe dovuto essere attuato già nel 1990. Il piano, come scrivono, “avrebbe consentito uno sviluppo sostenibile di molte attività economiche che ruotano attorno alla Riserva di Cava Grande del Cassibile. Mentre, ad oggi” – sottolineano – “si continua ad assistere al continuo proliferare di attività abusive, utilizzi impropri anche di aree demaniali, irregolarità diffuse perfino di carattere edilizio e conseguente modifica dei luoghi. Oltre che dal punto di vista paesaggistico, Cava Grande riveste grande importanza archeologica perché, al suo interno, sono state ritrovate necropoli risalenti al XI – X sec. a.C. e numerose tombe e grotte artificiali scavate nei pressi della Cava Grande, che hanno restituito numerosi reperti legati al corredo funebre dei defunti e antiche ceramiche. Lungo la cava si trovano inoltre due villaggi rupestri, conosciuti come “Ddieri” e la cosiddetta “Grotta della Cansiria”. Nella lettera inviata all’assessorato regionale al territorio e ambiente, le associazioni chiedono la nomina di un commissari ad acta.

(foto: repertorio internet)