Coronavirus, attestati di stima per i Carabinieri. ma c’è ancora chi non rispetta #iorestoacasa

Un arcobaleno, il tricolore e la fiamma che orna il berretto dei Carabinieri, e la frase: “Se tutti insieme rispettiamo le regole possiamo vincere sul virus. Aiutaci anche tu, il nostro papà non può ma #noi restiamo a casa!!! Tutti uniti per l’Italia”. Un disegno, opera di due bambine figlie di un Carabiniere di Pachino, che sintetizza il lavoro encomiabile che i militari dell’Arma stanno svolgendo in tutta la provincia, per garantire sicurezza e protezione ai cittadini in questa emergenza Coronavirus. Ma il disegno è anche la manifestazione dello stato d’animo e del sacrificio dei familiari dei Carabinieri che, ogni giorno, vedono uscire i loro congiunti, con la consapevolezza che, con il loro senso del dovere, portano onore alla divisa che indossano. Il disegno di Gloria e Sara, questo il nome delle due bambine, affisso nella sala d’attesa della Stazione dei Carabinieri di Pachino, non è, comunque, l’unico attestato di stima nei confronti dell’Arma. Un messaggio simile, con frasi di solidarietà a tutte le Forze dell’Ordine, è stato espresso anche da un cittadino, che lo ha lasciato in una busta, nei pressi di un’altra Stazione dell’Arma dei Carabinieri della provincia. Testimonianze che, evidentemente, escono dal cuore della gente, consapevole del grande rischio che si sta correndo e del coraggio di chi, come i circa 500 Carabinieri che operano nella nostra provincia, fedeli al giuramento prestato, continua a fare il proprio dovere, pattugliando il territorio da nord a sud, per vigilare sul rispetto delle normative anti Coronavirus.

il disegno di Gloria e Sara e la lettera recapitata in una Stazione dei Carabinieri della provincia di Siracusa

Purtroppo, anche oggi leggiamo di gente che continua a sottovalutare i divieti di uscire e che va ad aggiungersi alla lista dei denunciati per violazione all’art. 650 del Codice Penale. Ne sanno qualcosa, per esempio, quei quattro che, a Noto, stavano effettuando un trasloco, quel ragazzo originario di Catania che era andato a raccogliere verdure e Buccheri o quella coppia di Francofonte che si stava recando a pranzo a casa di parenti. La casistica delle “giustificazioni”, in verità, sarebbe ancora lunga, ma preferiamo evitare di farne menzione, per rispetto del senso di responsabilità e maturità di quanti (la stragrande maggioranza) stanno seguendo alla lettera le disposizioni governative.#iorestoacasa

(fotocopertina: archivio Carabinieri)