Coronavirus, tarda lo smart working, i sindacati diffidano le Pubbliche Amministrazioni

Le pubbliche amministrazioni siciliane sono in ritardo con smart working e lavoro agile e i sindacati della Funzione Pubblica annunciano l’avvio di azioni giudiziarie nei confronti di quelle che non stanno tutelando i lavoratori dal rischio del contagio del Covid-19. “Non ci sono più alibi né scuse” –scrivono Gaetano Agliozzo, Paolo Montera, Enzo Tango e Alfonso Farruggia di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e UilPa –  “per giustificare quei dirigenti che ancora non hanno provveduto ad attivare le misure di sicurezza che garantiscano la salute dei lavoratori e, quindi, la salute pubblica”. I sindacati non intendono più aspettare e sottolineano quanto sia grave che “persino la ministra Dadone si sia ritrovata anche oggi a dover denunciare il fatto di ricevere ancora troppe segnalazioni di amministrazioni che si rifiutano di dare seguito alla norma con la quale è stato disposto chiaramente che lo smart working deve diventare l’ordinarietà”. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e UilPa chiedono azioni immediate, finalizzate ad individuare il personale da assegnare a servizi indifferibili e collocare immediatamente gli altri lavoratori in forme di lavoro agile. “Se non si procederà in tempi brevi in questa direzione” – avvertono – “le amministrazioni inadempienti saranno ritenute responsabili dell’eventuale danno alla salute pubblica, con conseguenti azioni in sede amministrativa e giudiziaria”.

(foto: repertorio internet)