
Emanuele Scieri sarebbe stato ucciso da tre caporali della caserma “Gamerra” di Pisa. Per la Procura militare di Roma, che ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini, si tratta di “omicidio pluriaggravato in concorso”. Secondo i giudici il giovane avvocato siracusano sarebbe stato costretto, dai tre superiori in grado, a salire sulla torre da dove venne, poi, lasciato cadere. Il corpo senza vita venne trovato il 13 agosto 1999. Il classico episodio di “nonnismo”, insomma, un fenomeno assai diffuso ai tempi del Servizio Militare di Leva, che vedeva le giovani reclute sottostare al “potere” dei commilitoni più anziani (i “nonni”). Un rituale che spesso, come purtroppo nel caso di Lele, finiva in tragedia. “Sono stati necessari fiducia, tenacia e dedizione per fare luce su quel buio fitto di omertà, e colpevoli silenzi che, da 21 anni, avvolge la morte di Lele Scieri”. Queste il commento del sindaco di Siracusa, Francesco Italia sulla sua pagina Facebook.
(foto: la caserma “Gamerra” di Pisa – immagine da googlemaps. Riquadro Emanuele Scieri)
