Tartaruga caretta caretta, Siracusa è la provincia siciliana con il maggior numero di nidi

Il mese di ottobre segna la fine della stagione riproduttiva della Tartaruga comune caretta caretta. Adesso possiamo formulare delle conclusioni, le stesse che sono emerse durante la conferenza da noi organizzata e tenuta dalla biologa marina Oleana Prato, operatrice del progetto WWF “Tartarughe”.

Il 2020 è stato un anno assai favorevole al rettile in quanto la fase iniziale della riproduzione è stata segnata da un minor disturbo antropico determinato dal lockdown.

Nell’analizzare i dati nazionali delle ovodeposizioni emerge che la Sicilia e la Calabria sono le regioni che hanno ospitato il maggior numero di nidi. Quest’anno in Italia sono stati censiti 244 nidi, di cui 1 in Basilicata, 3 in Sardegna, 5 in Toscana, 6 in Lazio, 12 in Puglia, 33 in Campania, 92 in Calabria e 92 in Sicilia.

Fabio Morreale con Oleana Prato

Pari merito dunque alle due regioni più meridionali, ma c’è da tener conto che in Calabria i censimenti si fanno da molto più tempo che in Sicilia, quindi il numero è assai più definitivo di quello siciliano che invece potrebbe essere più alto a causa di nidi mai scoperti.

Dall’analisi regionale invece, il dato che deve ulteriormente inorgoglirci è che dei 92 nidi siciliani, l’animale ha scelto di scavarne ben 42 nelle spiagge siracusane, nei 100 km compresi da Agnone a Pachino.

Le spiagge più ospitali sono state quelle presso l’Isola delle Correnti, dove l’animale ha deposto per ben 11 volte (4 nel 2019), e quella del Lido di Noto, con 5 nidi (1 nel 2019).

Per la prima volta dal 2010, cioè da quando si monitorano le spiagge per raccogliere dati, l’animale ha nidificato a Scalo Mandrie (Portopalo di Capo Passero), a Granelli (Pachino), a Pantanello (Avola), a Tremoli (Avola), a Ognina (Siracusa) e ad Agnone (Augusta).

Un atro importante dato emerso dai monitoraggi di quest’anno è che, in base ai primi nidi segnalati e alle ultime schiuse, è stata rivista l’affermazione che il periodo riproduttivo vada da giugno a settembre.

la schiusa nella spiaggia di Ognina

Ormai possiamo dire e dimostrare, dati alla mano, che l’animale si riproduce dalla metà di maggio alla metà di ottobre.

Passeggiare in spiaggia e scoprire un nido, collaborare al monitoraggio per tutto il periodo della incubazione (42-60 giorni), o assistere alla schiusa delle uova, sono esperienze che lasciano un segno indelebile in chi le ha vissute, e incrementano l’interesse per una terra che potrebbe vivere solo di turismo sostenibile e agricoltura.  (Fabio Morreale)

(fotocopertina: repertorio internet)