Come si può restringere una strada, la principale via di accesso al centro storico di Ortigia, per fare spazio a corsie preferenziali e corsie ciclabili? Sembra essere questa la domanda che ricorre, in questi giorni, tra i residenti di via Malta e tra quanti operano nella attività commerciali ed artigianali che vi insistono.

Nell’ambito del progetto per la realizzazione di 23 chilometri di corsie ciclabili a Siracusa, anche in via Malta, come già avvenuto per viale Scala Greca, Viale Tica e per altre arterie cittadine, sono, infatti, comparse, le nuove segnaletiche orizzontali e verticali per incentivare la mobilità ecologica su due ruote.

A sentire la gente, però, non sembra che la cosa sia stata accolta tanto bene, anzi, in via Malta si respira quasi aria di rivolta (pacifica e democratica ovviamente!) e le famiglie stanno pensando di dare vita ad un comitato spontaneo, per fare sentire meglio ed in maniera più incisiva la loro voce.
Più che l’impatto visivo, ciò che turba il sonno dei residenti è il fatto che si stia restringendo una delle strade più importanti della città senza tenere, assolutamente, conto degli effetti devastanti che si avranno sulla circolazione veicolare.
“Via Malta” – ci dice uno dei residenti – “da sempre, soffre di problemi di congestionamento dove, le lunghe file di auto ed i tempi di percorrenza biblici, soprattutto in primavera ed in estate sono, ormai, divenuti proverbiali”.
Ne sa qualcosa chi abita in Ortigia che, nei pomeriggi d’estate, è obbligato ad imbottigliarsi negli ingorghi di via Malta, prima di raggiungere la propria abitazione.
I residenti chiedono, insomma, che l’Amministrazione comunale riveda i suoi programmi, tenendo conto che per via Malta sono necessari ed urgenti altri interventi finalizzati a risolvere il problema degli intasamenti e non ad accentuarli! Non è escluso il ricorso alla manifestazione di piazza.
(fotocopertina: il nuovo volto di via Malta)
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