No ai depositi di scorie radioattive in Sicilia. L’isola ha bisogno di bonifiche e risanamento

Non poteva non sollevare polemiche in Sicilia, la mappa dei potenziali siti (CNAPI – Carta Nazionale Aree Potenzialmente Idonee) che dovrebbero diventare deposito dei rifiuti radioattivi.

Nonostante i criteri di selezione delle aree parlino, infatti, di modesta sismicità, assenza di vulcani e di rischio idrogeologico, la Sicilia, che in fatto di rischio sismico, vulcani e frane non è certo seconda a nessuno, è stata ritenuta idonea.

“Un’ipotesi che appare semplicemente irricevibile” – tuona l’associazione BCsicilia, dichiandosi pronta ad opporsi “in tutti i modi a questa scelta scellerata”.

“I territori individuati in Sicilia” – si legge in una nota – “sono di straordinario valore paesaggistico e culturale e da anni cercano faticosamente di costruire percorsi di promozione turistica e che sarebbero mortificate e umiliate da una scelta simile”.

No secco alle scorie radioattive in Sicilia anche dal movimento Identità Siciliana che si schiera al fianco dei sindaci per la difesa del territorio.

Una chiamata alle armi quella di Adriano Nicosia, portavoce del movimento, che esorta all’unità tutti i partiti affinchè “si uniscano sotto un’unica bandiera e per un unico scopo: la difesa del territorio e dei nostri diritti”.

“Solo una battaglia comune e di Popolo” – conclude Identità Siciliana – “potrà darci la forza e l’autorevolezza necessaria per vincere e garantirci anche il diritto a vivere in un ambiente sano”.

Al coro dei “no” si unisce anche ArticoloUno, che parla di scelta da rigettare “perché non tiene conto delle vere necessità della Sicilia e del suo territorio”.

Per Pippo Zappulla e Mariella Maggio, il ministro dell’Ambiente deve assumere il coordinamento diretto della vicenda, affinchè vengano applicati anche i criteri della sostenibilità ambientale e sociale.

Rivolgendosi ai partiti del Governo Musumeci, Mariella Maggio e Pippo Zappulla chiedono lo sblocco di “tutti i piani di bonifica e di risanamento e di far sapere ai siciliani dove sono stoccati le scorie radioattive già prodotte in Sicilia”.

Le quattro aree individuate dalla mappa nazionale sono nei territori del palermitano, del trapanese e del nisseno.

(foto: repertorio internet)

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