Catania. Giro di “lucciole” reclutate in Bulgaria, smantellata organizzazione italo-bulgara

E’ stata denominata “Bokuk” l’operazione condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Catania, che ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 8 persone ( quattro italiani e quattro bulgari) e notificato un obbligo di soggiorno.

Il gruppo gestiva un giro di prostituzione con giovani donne che provenivano dalla Bulgaria e che venivano obbligate a vendere il loro corpo nella zona della stazione ferroviaria.

Le indagini sono partite nel 2020, durante il lockdown, dalla denuncia presentata da due bulgare nei confronti di una straniera, che pretendeva da loro il pagamento dello spazio che occupavano in strada per esercitare la professione, una sorta di suolo pubblico che nel settore si chiama “joint”.

Le “lucciole” venivano ospitate in appartamenti fatiscenti, dove vivevano in condizione igieniche assai precarie, malnutrite e senza documenti.

Ognuna di loro garantiva all’organizzazione un guadagno che si aggirava intorno ai 1400 euro settimanali.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di tratta di persone, riduzione in schiavitù, associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Tutti reati aggravati dalla transnazionalità.

(foto: repertorio internet)

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