Sembra ieri e, invece, sono passati esattamente 9 anni da quell’ 1 dicembre 2012 quando, Corrado (Dino) Cartia, quattro giorni prima del suo 71.mo compleanno, chiudeva il percorso terreno per celebrare la sua Pasqua Eterna.
Giornalista, editore, scrittore, conduttore radio televisivo, “direttore” per antonomasia, ha lasciato un vuoto, certamente, incolmabile nella sua famiglia, ma anche nel mondo del giornalismo siracusano che, in lui, ha sempre avuto un solido punto di riferimento.
Corrado Cartia era una memoria storica della città, della quale, per decenni, ha raccontato fatti e avvenimenti, con l’acume critico che lo ha sempre contraddistinto.

Erano i tempi della macchina da scrivere, il computer era un lusso, non esisteva internet, non erano stati ancora inventati i social e, con i mezzi tecnici dell’epoca, realizzare una diretta non era certo facile come oggi.
Ma, ciò nonostante, Corrado Cartia riusciva a confezionare degli ottimi telegiornali sempre in diretta, inventando la Tv del mattino, con la diretta delle 7 e i collegamenti in diretta con le redazioni dei quotidiani.
Fu lui, con la sua insistenza, a far si che il Comune concedesse l’autorizzazione a trasmettere le dirette delle sedute del Consiglio comunale; fu lui ad ottenere una postazione adiacente l’aula consiliare, destinata ai giornalisti e fu lui, con il tecnico Salvo Rizza, a raccontare in diretta dallo studio di TVS, il terremoto del 1990.
Sempre in tema di racconti, portano la sua firma alcuni volumi che ricostruiscono la storia dei due principali Enti Locali di Siracusa,“Vermexio Racconta” e “La Provincia racconta”, che ogni siracusano dovrebbe avere nella propria libreria, perché in quelle pagine sono contenuti fatti, aneddoti e personaggi della vita non solo politica della città.
Nove anni fa, la sua voce si spegneva definitivamente, a causa di una broncopatia ostruttiva, ma rimangono i suoi insegnamenti, i ricordi indelebili delle sue trasmissioni, le sue conversazioni su Vittorini e rimane quel suo sfogo “Siracusa persa era, persa è e persa resta”, che, a distanza di tanti anni, rimane più che mai attuale.
(foto: Corrado Cartia – immagine dall’archivio della figlia Barbara)
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