Turismo. Dalle vecchie tratte ferroviarie della Sicilia ionica i percorsi turistici per il futuro

Grazie ai fondi del Ministero della Cultura e tramite Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), nell’ambito degli interventi previsti dal PNRR, sono partiti i primi cantieri della Fondazione FS Italiane, per la riattivazione di linee ferroviarie storiche ad uso turistico.

L’investimento complessivo è di 435 milioni di euro e, per quanto riguarda la Sicilia, comprende le tratte Noto-Pachino e Alcantara-Randazzo.

Inaugurata nel 1935 e dismessa il 1 gennaio 1986, la Noto-Pachino, lunga 27,5 chilometri,  attraversa luoghi unici, tra il mare e la macchia mediterranea, come Eloro, la Villa romana del Tellaro, la Riserva Naturale e Oasi Faunistica di Vendicari, per toccare il borgo marinaro di Marzamemi.

La linea Randazzo-Alcantara, estesa per circa 37 km, collegava il versante settentrionale dell’Etna con la linea costiera ionica Messina-Catania.

 La tratta, realizzata tra il 1928 e il 1959, fu interrotta da una colata lavica nel 1981 e ripristinata nel 1983, per essere poi chiusa nei primi anni ‘90. La linea è sempre stata gestita in economia e a carattere locale, senza mai essere utilizzata appieno.

(foto: uno dei cantieri lungo la “Noto-Pachino”)

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