Turismo. Strutture ricettive, arriva il Codice Identificativo Regionale … e scoppia il caos!

Si scrive C.I.R. acronimo di Codice Identificativo Regionale … si legge caos! La novità, introdotta con Decreto a firma dell’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina, riguarda sia le strutture ricettive turistiche previste dalla Legge Regionale n. 27 del 1996 che le cosiddette “locazioni brevi” regolate dalla Legge n. 50/2017,  e servirà per combattere l’abusivismo nel settore.

I titolari delle strutture già in attività dovranno richiedere il C.I.R. sull’apposita sezione della piattaforma “Turist@t”, mentre per quelle di nuova istituzione bisognerà caricare sulla stessa piattaforma, la copia della SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività e, successivamente, richiedere l’inserimento in anagrafica ed il rilascio del codice.

Scatta, inoltre, l’obbligo di comunicare a cadenza quotidiana, entro 24 ore dall’arrivo o dalla partenza, i dati relativi alle presenze degli ospiti, per fini statistici. 

Il C.I.R. dovrà essere ben visibile, accanto al nome della struttura, in tutti gli annunci promozionali pubblicati sui siti web specializzati.

l’assessore regionale al Turismo, M. Messina

30 giorni il tempo concesso per adeguarsi alla nuova normativa, pena sanzioni pecuniarie a carico degli inadempienti, che vanno da un minimo di 500 euro ad un massimo di 5 mila.

Fin qui, almeno sulla carta, tutto regolare, anche perché si tratta di un provvedimento che era atteso, soprattutto da chi lavora onestamente e nella legalità e che si trova a fronteggiare la concorrenza sleale di quanti, invece, operano nell’abusivismo più totale.

Il problema, però, sta nei tempi, che obiettivamente risultano un po’ troppo ristretti per mettere in moto quella che, di fatto, rappresenta una piccola rivoluzione del settore.

Agosto, per la Sicilia, rappresenta storicamente il mese in cui tutte le attività lavorative, burocrazia compresa, si fermano, o comunque rallentano, in questo caso, invece, bisognerà ingaggiare una corsa contro il tempo.

Oltretutto, le varie Pubbliche Amministrazioni competenti,  prime tra tutte le ex Province, alle quali, per legge, sono demandati i compiti di classificazione e vigilanza sulle strutture ricettive turistiche, non hanno  ancora ricevuto disposizioni da parte della Regione.

Ciò che stanno ricevendo a pioggia, però, come nel caso degli uffici del servizio turismo dell’ex Provincia regionale di Siracusa, sono le telefonate dei titolari che, allarmati, chiedono chiarimenti. In molti puntano il dito contro la Regione perché su “Turist@t” non sarebbe stato ancora predisposto il sistema per la richiesta del C.I.R. e si teme l’arrivo delle multe che, a queste condizioni, assumerebbero il sapore della beffa.

Insomma, l’intervento normativo è più che giusto ma, considerati i notevoli problemi che stanno riscontrando gli operatori,  lo spazio temporale concesso ( 30 giorni ) ed il periodo che coincide con ferie e vacanze, sarebbe saggio pensare ad una proroga dei termini di legge.

(foto.: repertorio internet)

© Riproduzione riservata