Gravina di Catania. Chiesa Madre in festa per il benvenuto al nuovo parroco don Filippo

E’ stata una Santa Messa speciale, quella di ieri sera, per la comunità della parrocchia di Sant’Antonio da Padova, la Chiesa Madre di Gravina di Catania, che ha accolto il suo nuovo pastore, don Filippo  Rapisarda, al quale è andata l’eredità di don Antonio Testai, chiamato ad altri incarichi sacerdotali.

Annunciata, per l’occasione dal suono delle campane a festa, la celebrazione è stata presieduta dal vicario generale dell’Arcidiocesi di Catania, mons. Salvatore Genchi, in rappresentanza dell’Arcivescovo mons. Luigi Renna, alla presenza dei Diaconi e dei ministranti ed animata dal coro parrocchiale.

Ad accogliere il nuovo parroco anche, don Giuseppe che, come ha ricordato mons. Genchi, ha seguito Filippo Rapisarda praticamente sin dal battesimo, e mons. Barbaro Scionti, parroco della Cattedrale di Catania, dove don Filippo ha iniziato il percorso che lo ha portato, nel 2018, all’ordinazione diaconale e, l’anno dopo, a quella sacerdotale.

“Mi aspettavo una piccola chiesa, invece il Signore mia ha dato una Chiesa Madre”. Con queste parole, don Filippo Rapisarda, che si è affidato a Sant’Antonio da Padova affinchè lo assista in questo nuovo cammino,  ha voluto iniziare il suo discorso di saluto alla comunità, per sottolineare l’importanza del ruolo che è stato chiamato ad assumere.

“Ascolto e carità”, come ha detto, sarà il suo impegno, perché un parroco ha bisogno della sua comunità e la comunità ha bisogno del suo parroco.

il saluto del sindaco, Massimiliano Giammusso

Collaborazione e confronto,  lo stesso impegno che il sindaco, Massimiliano Giammusso, presente alla Santa Messa dell’accoglienza, ha voluto assumere con il nuovo parroco della Chiesa Madre.

Il primo cittadino, che ha portato il saluto dell’Amministrazione e della città, ha dato, infatti, massima disponibilità ed apertura nei confronti di don Filippo, per un cammino comune finalizzato alla crescita anche spirituale, soprattutto dei giovani, e di tutti i gravinesi, gente che, ha detto, è come uno specchio, capace di dare  tanto e di riceve altrettanto.

Quella della Chiesa Madre è una comunità molto attiva e presente, alla quale don Filippo saprà donarsi a 360 gradi e dalla quale, certamente, riceverà tutto l’affetto e la vicinanza che merita.

(fotocopertina: un momento della celebrazione eucaristica)

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