Siracusa. Lukoil e sviluppo, il giorno della mobilitazione generale. Più di 2000 in piazza

Un lungo, colorato ed ordinato corteo ha attraversato questa mattina il corso Umberto, per la prima grande manifestazione di piazza del post pandemia.

La provincia di Siracusa ha fatto quadrato attorno alla Lukoil ed a suoi lavoratori, ma ha voluto anche rilanciare la richiesta di strategie per lo sviluppo del suo territorio, già sofferente e che, prima con la pandemia e adesso con la guerra in Ucraina, è praticamente in ginocchio.

In testa i vertici sindacali di Cgil e Cisl, che hanno organizzato la giornata di mobilitazione, i sindaci dei comuni, parlamentari ed ex parlamentari. Con i lavoratori del petrolchimico, tutte le categorie produttive della provincia, gli artigiani, gli edili, i commercianti, i lavoratori del terziario, associazioni, movimenti, studenti e tante famiglie. Quello della Lukoil è, infatti, la punta dell’iceberg di una crisi che tocca l’intera comunità siracusana.

Lavoro e salute, lo slogan scandito dai manifestanti, almeno 2500 che, oggi, hanno messo da parte ogni impegno e si sono riversati in piazza per fare sentire la loro voce, la loro rabbia e gridare “io ci sono”.

In piazza Archimede, poi, gli interventi di alcuni rappresentanti delle categorie dei lavoratori e le conclusione dei segretari delle due sigle sindacali.

Assente al corteo la Uil che ha scelto di manifestare a Roma, con un presidio sotto Palazzo Piacentini, dove ha sede il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in concomitanza con il tavolo tra governo, azienda, sindaci e sindacati.

L’embargo scatterà il 5 dicembre, ormai imminente, e, in mancanza di soluzioni, il blocco della raffineria sarà inevitabile e per circa 10 mila lavoratori significherebbe la perdita del posto.

(foto: il corteo attraversa corso Umberto)

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