Siracusa. Sviluppo industriale e tutela della salute in una provincia piena di contraddizioni

“Ma quale idea di futuro stiamo costruendo? Dopo oltre un secolo di industria petrolchimica, possibile che l’unico orizzonte che riusciamo a immaginare sia quello di continuare a produrre, curare le conseguenze e trovare spazio per seppellire chi non c’è più?” Il presidente dell’Organizzazione Siciliana Ambientale, Fabio La Ferla mette a nudo le contraddizioni nel modello di sviluppo della provincia di Siracusa.

Un territorio che, da un lato, progetta investimenti futuri nelle raffinerie, dall’altro pensa al nuovo ospedale (ancora sulla carta!) nel frattempo si continua a morire di tumore.

“Quando un territorio convive da generazioni con una forte pressione industriale” – scrive La Ferla – “la salute dei cittadini deve essere una priorità assoluta, non una variabile da sacrificare agli interessi economici. Il punto politico è proprio questo” – sottolinea – “non possiamo continuare a considerare inevitabile un modello industriale senza discutere seriamente i suoi costi umani, ambientali e sociali”.

La Ferla non mette in dubbio la necessità di un nuovo ospedale moderno e funzionale, “ma è ancora più necessario” – sostiene – “impedire che le persone si ammalino per cause evitabili. Un cimitero dignitoso è un dovere. Ma il futuro di una comunità non può ridursi alla gestione delle malattie e delle morti”.

Il turismo sostenibile, la tutela dell’ambiente, le energie pulite e innovazione sono ciò a cui, in questa provincia secondo il presidente dell’OSA, bisogna guardare. E’ necessario, insomma, programmare una transizione che tenga conto dell’occupazione e della dignità dei lavoratori, tracciando una linea prioritaria che “deve essere chiara: prima le bonifiche, prima la salute, prima le persone, perché la vita dei cittadini” – conclude La Ferla – “deve valere più di qualsiasi impianto industriale”.

(foto: Fabio La Ferla)

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