Le elezioni nelle ex Province? Meglio spostarle di 90 giorni. La riflessione di Vinciullo

Ma se il 19 aprile si dovrà votare per eleggere i presidenti ed i Consigli provinciali nelle ex Province, e se a votare dovranno essere i consiglieri e i sindaci … a Siracusa, Pachino e Floridia chi andrà alle urne, visto che non hanno più il Consiglio comunale? Una domanda che, in questi giorni, si pongono in tanti e alla quale dovrebbe rispondere chi ha indetto queste lezioni di secondo livello, sempre ammesso che non si tratti dell’ennesimo annuncio che, poi, verrà cancellato un mese prima di quella data. Intanto, l’argomento è oggetto di riflessione, anche perché, a conti fatti, si tratterebbe di circa 200 mila cittadini (poco meno della metà della popolazione della provincia di Siracusa!) ai quali verrebbe preclusa la possibilità di partecipare, tramite i rispettivi rappresentanti nei consigli comunali, alla elezione della governance della loro ex Provincia. “E’ mai pensabile” – domanda l’on. Vincenzo Vinciullo – “che si possa eleggere il Presidente della Provincia delegando solo ad una minoranza una scelta impegnativa che dovrà durare per i prossimi anni?”. Singolare, poi, secondo l’ex presidente della Commissione Bilancio dell’Ars, il fatto che nessuno, a livello politico, abbia fatto notare questa anomalia, “ma di fronte ad una scelta così inopportuna e scellerata per la democrazia della provincia di Siracusa” – incalza  – “credo che non si possa tacere e si debba invece alzare la voce per contestarla”. A rendere ancora più ingarbugliata la già complessa vicenda, c’è anche il caso di Augusta dove si sta per andare a rinnovare il Consiglio comunale. “Escludere siracusani, pachinesi, floridiani ed augustani dalla scelta del nuovo Presidente della Provincia” – conclude Vincenzo Vinciullo – “mi sembra proprio una cosa assurda ed insopportabile politicamente e umanamente”.

(foto: l’ex presidente della Commissione Bilancio dell’Ars, V. Vinciullo)