
Misure drastiche a tutti i livelli, per bloccare la pandemia da Coronavirus in Sicilia. E’ il pensiero di Csa-Cisal che, preoccupato per il potenziale rischio per l’isola, chiede al Governo regionale, all’Anci e a tutti gli Enti Locali di “chiudere immediatamente tutti gli uffici pubblici non essenziali, come musei e impianti sportivi, così da lasciare a casa i dipendenti e limitare al massimo i pericoli di contagio”.

“Non è più il momento delle mezze misure” – scrive Giuseppe Badagliacca – “è necessario adottare provvedimenti drastici e coraggiosi, a maggior ragione lì dove non sono state effettuate le sanificazioni e non sono stati acquistati guanti e mascherine”. Quanto ai servizi essenziali che bisogna, comunque, garantire, il Csa-Cisal auspica l’applicazione del lavoro agile e dello smart working. “Se si vuole fermare la pandemia” – chiosa Giuseppe Badagliacca – “questo è il primo e ineludibile passo”. La Regione Siciliana, in ogni caso, è mobilitata e non vuole, assolutamente, farsi cogliere impreparata ad una eventuale emergenza.
L‘Ufficio di presidenza della VI Commissione – Sanità dell’Ars, composto dalla presidente Margherita La Rocca Ruvolo, dai vice presidenti Carmelo Pullara e Francesco Cappello e dal segretario Francesco De Domenico, oggi ha avuto un incontro con l’assessore alla Salute, Ruggero Razza per fare il punto della situazione.

“Sono stati già liberati centinaia di posti letto” – riferisce la presidente La Rocca Ruvolo – “ed è stato predisposto un piano che, nelle varie aziende sanitarie provinciali, consentirà di avere a disposizione 1.000 posti, entro una settimana”. Inoltre, 150 dei complessivi 500 posti di terapia intensiva previsti nella rete ospedaliera, saranno destinati ai ricoveri per Covid-19. Sarà, infine, varato, un piano di assunzioni straordinarie di personale medico e sanitario, mentre sono già stati ordinati tutti i dispositivi di protezione individuale da distribuire a medici e sanitari.
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