Ripartenza … ma come? Manifestazione dei ristoratori siracusani. Ecco cosa chiedono

Hanno scelto il 23 maggio, giornata che, per l’Italia, ha una importanza storica particolare, che ricorda la Strage di Capaci, per fare sentire la loro voce e la condizione di estrema difficoltà che sta vivendo la loro categoria. Sono i ristoratori, i gestori di bar e pizzerie di Siracusa che, nella Giornata della Legalità, sono scesi in piazza a manifestare. Un sit-in ordinato, nel rispetto del distanziamento sociale, nel cuore di Ortigia, in piazza Duomo, il salotto elegante della città che, negli anni passati, in questo stesso periodo, è sempre stata invasa da flotte di turisti. Quest’anno, purtroppo, il paesaggio è totalmente diverso: mancano i turisti ad occupare i tavolini dei bar e dei ristoranti del centro storico, ma manca, soprattutto, quell’attenzione, quell’aiuto concreto da parte del governo, che la categoria aspetta.

Si parla di “fase 2” di ripartenza delle attività lavorative ma, probabilmente, chi scrive le norme dalle stanze dei bottoni, nei Palazzi del potere,  ha scarsa cognizione di come sia il mondo reale, il mondo cioè,  dei piccoli imprenditori schiacciati dalla crisi, dalla burocrazia e anche dalla confusione normativa. Da Roma si parla di aiuti, milioni su milioni da destinare a destra e a manca per aiutare le imprese a riaprire, ma di fatto, poco o nulla è arrivato e da qui, la decisione di scendere in piazza. I grembiuli da lavoro stesi a terra, sulla pregiata pietra di Modica di una delle piazze più belle del mondo, patrimonio Unesco, mascherine protettive ed un volantino che racchiude tutto il loro disagio. Chiamano in causa l’Amministrazione comunale, affinchè tuteli maggiormente le loro imprese e faccia da tramite con Palermo e Roma. A Palazzo Vermexio chiedono, per esempio, la maggiorazione del suolo pubblico del 50% fino al 31 dicembre del 2021, insieme ad una programmazione turistica per la stagione estiva ed autunnale. Quanto al governo nazionale ed a quello regionale, si chiede il prolungamento della cassa integrazione straordinaria per il personale e il taglio dei contributi per i dipendenti in forza fino al 31 dicembre 2020. Per i ristoratori siracusani sarebbe, inoltre, opportuno avviare un tavolo tecnico per fare chiarezza sulle linee guida ed evitare, quindi, interpretazioni arbitrarie dovute proprio all’ambiguità della normativa. Una buona campagna di sensibilizzazione ed informazione, infine, sarebbe auspicabile per abituare i clienti alle nuove regole.

(fotocopertina: la manifestazione in piazza Duomo)